21 Febbraio 2024 - 12:53 am


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VarianteBrusaferro Exxx…Polzive!!! Uil e Nursind smentiscono il professore in quota Conte sulla sanità. Il servizio sanitario pubblico non regge senza il supporto delle strutture convenzionate.

 

Nel 2019, su proposta dell’allora ministro della Salute Giulia Grillo, Silvio Brusaferro era stato nominato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, presidente dell’Istituto superiore di Sanità. Passata la buriana Covid il professore è tornato a Udine a ricoprire il ruolo di professore ordinario di Igiene Generale presso la Università di Udine, per «continuare ad occuparmi ed impegnarmi per la Sanità Pubblica…». Riflessioni che sono state raccolte dalla stampa e pubblicate martedì scorso (vedi MV). Brusaferro ribadisce: «La sanità pubblica è lo sforzo collettivo della comunità (…) è una scelta che dobbiamo fare tutti assieme, non dobbiamo confondere l’aspetto pubblico con il privato. La salute pubblica è nell’interesse della collettività». Considerazioni molto vicine al programma politico, in tema sanitario, dei 5 Stelle. Ed infatti fu proprio il Governo Conte a volerlo alla guida dell’Istituto superiore di Sanità. Solo che in Friuli le parole del professore restano sulla carta, a giudicare dall’indispensabile funzione di supplenza che il privato fornisce alle strutture pubbliche. In tal senso è emblematico lo sciopero proclamato per tutta la giornata di martedì prossimo dalle sigle sindacali UilFpl e Nursind che interessa tutto il personale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina afferente solo all’area isontina. Le ragioni dell’agitazione sono da ricercarsi nella irrisolta problematica relativa alla grave carenza di personale. L’annoso problema che interessa l’intero settore sanitario italiano. Le richieste dei due segretari generali Uil Fpl Fvg, Stefano Bressan e il segretario Regionale Nursind Fvg, Luca Petruz, puntano ad ottenere un’equa distribuzione delle risorse economiche e delle risorse umane fra l’area isontina e l’area giuliana, che, per i sindacati, “rappresenta una grave discrepanza di personale non giustificabile a fronte del bacino di utenza, della vastità del territorio isontino e dell’effettivo volume di attività svolta”. Le smentite ai proclami di Brusaferro sulla sanità pubblica arrivano proprio dalla puntuale agitazione dei sindacati che mettono in evidenza i limiti strutturali di un settore in un contesto come quello attuale.

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