18 Ottobre 2021 - 3:34 pm


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UdinePolveriera Exxx…Polzive!!! Tramonta la lista di Tondo in Friuli. Valentini chiude e passa con la Meloni. A rischio l’assessora Manzan: senza copertura. Caos in Lega.

L’annuncio ufficiale verrà dato lunedì 30 ma i rimbalzi di palazzo danno ormai per certo il passaggio del consigliere Marco Valentini da Autonomia Responsabile a Fratelli d’Italia. In meno di 3 anni evaporata in consiglio comunale la lista del presidente Renzo Tondo. Dopo Pizzocaro, finito nel misto, anche Marco Valentini sbatte la porta e passa con Fratelli d’Italia. Il trasferimento, letto politicamente, non è semplice. Si tratta della giunta Fontanini che si trova ormai sbrindellata e tenuta in piedi col fil di ferro. La poltrona in giunta lasciata libera dal consigliere Pizzocaro 〈190 preferenze〉 era stata assegnata a Giulia Manzan che ora però si trova senza copertura consiliare. Un assessore senza nemmeno un eletto è innaturale, vieppiù che i numeri in assemblea hanno ancora un loro peso e il gruppo di Fratelli d’Italia con 3 consiglieri 〈Vidoni, Pittioni e Valentini〉 e un 4° in arrivo, potrebbe far ballare l’orso sotto il naso di Fontanini. Se si considera che i fulminati di Progetto Fvg dispongono di 3 consiglieri compensati da due pesanti poltrone, è naturale che i Patrioti rivendichino un nuovo assessorato, ancorchè la fama degli udinesi è quella di imbattibili poltronari.

In questo senso, si dovranno rivedere tutte le pesature assessorili a partire dal numero dei consiglieri rispetto agli assessori. Nel ventilatore saranno risucchiati sicuramente i due assessori più inutili della combriccola, ovvero Falcone e Olivotto e occorre tener presente che in Fratelli d’Italia il peso di tre consiglieri non è corrisposto in giunta.

Tuttavia a Udine oggi è un venerdì di petardi poichè la questione Ioan, al posto di Asia Battaglia, sta diventando un caso nazionale e la tensione per il modo in cui il sindaco-ombra Laudicina sta conducendo la pratica è alle stelle. E’ in corso in queste ore un vertice on line convocato dai consiglieri del Carroccio per impedire che Fontanini firmi il decreto. Alcuni consiglieri hanno minacciato le dimissioni, altri sbattono i pugni. Fontanini si é incartato su se stesso proprio nel momento in cui si stava godendo la gloria per l’autocelebrazione del presidio di via Leopardi. Lo show è durato poco, palazzo d’Aronco non è palazzo Belgrado. La maggioranza appesa a un filo.

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