
Ormai Udine è diventata patrimonio delle risse, dello spaccio e delle schermaglie (politiche ben s’intende…). Una pentola a pressione che rischia di esplodere dopo i fatti de “Casa dell’Immacolata”, i filmati dello spaccio e ora la partita di calcio che il sindaco vorrebbe venisse rinviata. Apriti cielo!. I siluri sono già in azione. Per il deputato Walter Rizzetto di Fratelli d’Italia: «Mi pare assolutamente paradossale che la Giunta di Udine sia oggi preoccupata per l’ordine pubblico quando essa stessa ormai da tempo ne ha perso completamente il controllo e temo non ci sia particolare capacità nell’intervenire al netto dei chiari aiuti che sono arrivati dal Governo centrale o dalla Regione: senza questi ultimi sarebbe il caos, ma un Sindaco deve agire, non subire passivamente adducendo sempre altrui colpe. L’onore e l’onere di governare la Città di Udine è suo. In merito alla partita di calcio Italia-Israele in programma ad ottobre a Udine, prendo in prestito le parole del nostro allenatore Gennaro Gattuso, e le sottoscrivo. Una partita di calcio resta un evento sportivo, quindi è inutile, dannoso ed addirittura controproducente boicottare lo Sport o la Cultura stessa». Sulla stessa linea il vice presidente della giunta FVG e assessore allo sport Mario Anzil che precisa: “Attraverso lo sport vogliamo trasmettere un messaggio forte. Lo sport unisce e rende possibile la reciproca prosperità“. Di altro avviso i capigruppo di maggioranza: Andrea Di Lenardo (Alleanza Verdi Sinistra); P.Enrico Scalettaris (Azione Italia-Viva); Antonella Fiore ( Spazio Udine); Iacopo Cainero (PD); Lorenzo Croattini (De Toni Sindaco): “Il sindaco ha dimostrato grande umanità e forte senso di responsabilità. La politica non può rimanere indifferente davanti a quello che sta accadendo. Si tratta di una partita che non ha nulla della festa. Il centrodestra si ostina a ignorare questo aspetto: uno stadio non è un luogo per parlare di pace e dialogo se la città viene blindata e sorvolata da elicotteri delle forze di polizia. In questa direzione va anche la nostra scelta di introdurre a Friuli Doc il Premio per la pace, che andrà a Loris De Filippi dell’Unicef, udinese che ha lavorato come infermiere neonatale e pediatrico nella Striscia di Gaza e che in autunno vi farà ritorno”