19 Giugno 2024 - 6:02 am


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Udine, inugurazione nuova moschea-centro culturale.

L’apertura di una nuova moschea o, per essere “politically correct”, un nuovo centro culturale, rappresenta certo, un elemento positivo per la città. Una cosa occorre dirla, un liberale sostiene la società aperta, di conseguenza una società plurale e dialogica.
Massima apertura dunque e disponibilità verso la nuova moschea, anche nel rispetto della nostra carta costituzionale che deve garantire la libertà di associazione e la libertà per le confessioni religiose di organizzarsi secondo i propri statuti e non in contrasto con l’ordinamento giuridico italiano.
E’ il caso di ricordare un certo Immanuel Kant da Konigsberg, che fece una chiara distinzione tra legge e morale. Molte cose possono essere considerate immorali dalla religione sia essa cattolica o musulmana o ebraica, ma non possono essere proibite. Del resto anche A.C. Jemolo ci diede una grande lezone di laicità nel suo gigantesco “Chiesa e stato in Italia”.
Qui nasce il problema con la religione musulmana (e anche quella cattolica, sia chiaro), poichè secondo gli insegnamenti del Sacro Corano, politica e religione non devono essere divisi, non vi può essere una separazione assoluta fra potere temporale e sfera spirituale. In questo caso, la presenza di centro religioso che diffondesse questa incongruenza, diverrebbe un problema per i cittadini.
Occorre evitare qualsiasi infiltrazione di un potere spirituale nella formazione delle leggi di uno stato e nell’amministrazione comunale.

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