24 Luglio 2024 - 6:55 am


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Uccise due agenti in questura a Trieste. Assoluzione per infermità mentale.

La Corte d’assise d’appello ha evidenziato che le azioni apparentemente lucide e strategiche di Meran nell’uccidere i due poliziotti in Questura e nel cercare di assicurarsi la fuga non significano affatto che fosse capace di intendere e di volere. La scienza medica definisce che «Il delirio paranoide indirizza il comportamento non necessariamente in maniera casuale e disorganizzata». Il comportamento tenuto in Questura il 4 ottobre 2019 da Alejandro Augusto Stephan Meran, dal duplice omicidio alla resa, «non è assolutamente in contrasto con il dato clinico relativo all’ideazione delirante a carattere persecutorio». Perché «nel delirio le capacità critiche non sono annientate, la critica non è distrutta, ma si mette al servizio del delirio». Ecco uno dei passaggi chiave nelle motivazioni della sentenza della Corte d’assise d’appello di Trieste, presieduta da Igor Maria Rifiorati, che ha confermato l’assoluzione già decisa in primo grado per infermità di mente del 32enne di origine dominicana che ha ucciso gli agenti Pierluigi Rotta e Matteo Demenego.

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