23 Aprile 2021 - 7:25 pm


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TriesteBrexit Exxx…Polzive!!! Giuliani contro Friulani. Si disputa il derby del Covid. Gli alabardati contro i bianconeri: «A causa dei “cugini” friulani resteremo in zona rossa anche dopo Pasqua». Esclusivo.

I triestini speravano di liberarsi dalla catena Covid a Pasqua. Erano già pronti per sdravaccarsi a Barcolla o addentrarsi nei boschi di Plessiva. Ieri sera invece le speranze si spegnevano e in rete esplodeva il primo derby sanitario d’Italia. Sui profili specializzati in Covid, apparivano i primi commenti furiosi di lettori triestini rispetto al probabile precipizio in rosso. Definitivo. Ecco il tono:

“Per causa dei cugini friulani, ci tocca restare in zona rossa anche a Pasqua”. Commenti raccolti in rete e condivisioni a raffica. Nord contro Sud. C’è poco da fare. In realtà la provincia di Udine, almeno fino a ieri, era la peggiore d’Italia per numero di contagi per 100mila abitanti. La rete non perdona e finiamo in zona rossa fino al 12 aprile.  

Sette regioni e una provincia resteranno in zona rossa almeno fino a lunedì 12 aprile. Tra queste, ovviamente, il Friuli Venezia Giulia. C’è un dato che è importante per determinare i passaggi di zona, ovvero l’incidenza settimanale fissata a 250 casi ogni centomila abitanti. In base a questo dato, chi è in uno scenario rosso dovrà restare altre due settimane in rosso. Pare tuttavia che in Friuli Venezia Giulia si inizi a vedere la luce in fondo al tunnel. Come anticipato dai dati giornalieri, la curva Covid mostra i primi segnali di discesa. Ma non basta. Dopo tre settimane con aumento dei contagi a doppia cifra (ben oltre il 30%, complice anche l’ampia diffusione della variante inglese), la crescita dei nuovi casi si attesta al 2%, anche per effetto delle misure restrittive Ma non ancora abbastanza per uscire dalla zona rossa: l’indice Rt della regione scende a 1,23, dopo aver toccato, sette giorni fa, quota 1,42. Il parametro (inferiore all’1,25 che significa zona rossa automatica) da solo, però: nel ‘decreto Pasqua’, infatti, il Governo, su indicazione del Comitato tecnico scientifico, ha stabilito che per la decisione del colore dei territori si tenga in considerazione anche l’incidenza, ovvero il numero dei casi ogni centomila abitanti. E il Fvg resta ancora ampiamente sopra la soglia critica di 250. A pesare, poi, sono anche le ospedalizzazioni che oggi vedono occupati il 46% dei posti letto di terapia intensiva (soglia critica al 30%) e il 50% di quelli destinati ai pazienti Covid negli altri reparti (qui la soglia critica, lo ricordiamo, è al 40%).

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