23 Aprile 2021 - 6:43 am


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Lo scoop di Selvaggia Lucarelli che randella la Boldrini. Lei replica ma xè peso il tacòn del buso. Esclusivo

Su Repubblica di oggi l’ex presidente della camera randellata dall’imperdibile Lucarelli, tenta un riparo. Ma finisce dalla padella alla brace. Ardente. Risponde l’ex presidente. 

Le prenotava anche il parrucchiere?

«Può essere capitato. Si occupava anche delle visite mediche. Gestiva la mia agenda e riusciva così a incastrare questi impegni con quelli pubblici».

Lei si è lamentata con telefonate notturne perché il suo albergo era rumoroso?

«No! È successo che io me ne sia lamentata educatamente all’ indomani, perché non avevo chiuso occhio».

Ha un carattere difficile?

«Sono una persona esigente. Ma lo sono anche con me stessa. Posso essere dura, ma sempre rispettando la dignità dei collaboratori».

 

Selvaggia Lucarelli rincara la dose contro Laura Boldrini.

Dopo aver visto pubblicati sul Fatto Quotidiano i maltrattamenti subiti da collaboratrici e colf, ecco che la paladina delle donne finisce di nuovo nel tritacarne. Tutta colpa delle giustificazioni rilasciate a Repubblica. Qui la deputata del Pd ammette quanto fatto emergere dalla Lucarelli, dando però una versione tutta sua. Una a caso? A suo dire la colf non avrebbe ricevuto gli scatti di anzianità maturati, perché “la commercialista ha provato a contattare la funzionaria del Caf, ma non è mai riuscita a rintracciarla”. Poi in merito alle accuse rivolta dalla sue collaboratrice chiamata spesso e volentieri a ritirare i vestiti dal sarto, a prenotare il parrucchiere e ad andare in farmacia: “Vivo sola, mia figlia è all’estero, non mi muovo in autonomia avendo una tutela”.

E ancora: “Gestiva la mia agenda e riusciva così a incastrare questi impegni con quelli pubblici”. Ma rientra tra i compiti di un’assistente parlamentare prenotare il parrucchiere? Viene lecito chiedersi.

Uscite che aizzano la Lucarelli. “Credo che l’intervista di oggi della Boldrini confermi tutto – tuona all’Adnkronos -. A questo punto mi pare che spetti al sindacato dei collaboratori parlamentari intervenire, visto che lei ritiene normale che un assistente parlamentare prenoti il parrucchiere, le visite mediche e vada in lavanderia a ritirare i vestiti. Il collaboratore è pagato dai cittadini che non credo siano felici di pagare un assistente personale, perché queste sono mansioni da assistente personale e non da collaboratore parlamentare”.

Una cosa è certa, dopo l’articolo qualcosa si è mosso. Almeno per la colf Lilia. “Dice che ha parlato con la colf e oggi avranno un incontro – spiega -. Mi chiedo: come mai tutto così fluido e rapido dopo l’articolo? Credo che dopo un rapporto continuativo di otto anni la Boldrini avrebbe potuto chiamare prima la colf che invece ha sentito soltanto ieri, dopo il mio articolo. Temo – conclude – che la sua replica sia peggio dei fatti. Ma la cosa importante è che lei conferma tutto quello che ho scritto io”.

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