
Qui si tratta di mettersi d’accordo sui numeri e sulle aziende. Leggendo il rapporto Gimbe, cui dà ampio risalto oggi “Il Piccolo”, in Friuli VG si stanziano più risorse che in altre parti d’Italia per la sanità. Da non sottovalutare, per restare nell’olimpo delle regioni che ricevono importanti risorse, la speciale classifica del personale attivo nel servizio sanitario regionale. In questo caso dall’agenzia specializzata Gimbe (l’abbiamo conosciuta ai tempi del Covid) si passa all’Agenas che calcola per l’anno 2023 investimenti mostruosi che in regione non si ricordavano a memoria di amministratori e sindacati. Si tratta del’alto numero di dipendenti in rapporto al numero di abitanti. Tuttavia per Orietta Olivo segretaria generale della FpCGIL Fvg “la realtà sarebbe ben diversa. Diversa? la segretaria batte sul pregiudizio atavico della CGIL FP e cioè tra la maggior presenza del privato che in altre regioni. Una tesi che scaturisce dall’analisi del rapporto tra infermieri e Oss del servizio pubblico e abitanti sia fra i più alti d’Italia. Ciò vorrebbe dire una massiccia presenza di servizio del privato che in altre regioni. Pertanto accusare la regione e il sistema sanitario FVG di carenza di personale è una bugia. Il rapporto delle due agenzie, dimostra esattamente il contrario. E non è vero che si punta a privatizzare la sanità. Il report dimostra che il personale “privato” soddisfa pienamente le esigenze del comparto. E date le attuali condizioni, sono in molti a ringraziare il supporto esterno del personale medico straniero altrimenti la sanità del Fvg sarebbe al collasso. Infatti l’emergenza è rilevata dalla stessa Olivo quando afferma: “Il personale è ovunque in sofferenza costretto a turni fino a 12 ore per garantire l’assistenza”. tanto che i sanitari non riescono a recuperare le ore di straordinarie prestate e le ferie non godute.” Sul punto, val la pena ricordare come la, un anno fa, CGIL snobbò l’importo di 40 milioni che Riccardi aveva destino al personale sanitario Fvg ma introducendo un metodo assolutamente meritocratico che la sigla si rifiutò di condividere. Entro il mese di agosto l’impegno di spesa doveva essere ripartito verso gli operatori del sistema sanitario regionale. Una novità assoluta indirizzata a migliorare il sistema dove Riccardi puntava sulla meritocrazia. Ovvero: «Premiare merito, impegno e progettualità di chi lavora per la salute pubblica nel contesto di un tavolo regionale uguale per tutti». Solo che il principio molto efficace di “motivare” i sanitari e gli amministrativi non è stato “digerito” dalla sigla sindacale della CgilFpFvg che ha chiesto di “rivedere i criteri di riparto delle risorse”. Per i nostalgici delle “pianificazioni sovietiche” viene considerato «Ingiusto l’aumento diverso delle indennità legate al disagio». E se proseguiamo oltre questo esempio. Il metodo delle distribuzioni a pioggia ha favorito il consenso sindacale ma non il riconoscimento della qualità del lavoro. Il 6 politico è il reddito di cittadinanza. Ciò non significa escludere qualcuno. Anzi, sottolineo che tutto il personale sarà premiato». Alle ultime elezioni RSU in Friuli VG la CgilFp è precipitata al 21%. Staccata di oltre 10 punti dalle altre sigle.