24 Luglio 2024 - 7:25 am


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ScafiniDeManzini Exxx…Polzive!!! A Trieste i tempi medi di attesa per gli interventi chirurgici sono il triplo di quelli di Monfalcone. La scala delle priorità del Capo del dipartimento: Prima la manutenzione dello Yacht, poi la sala operatoria. Il chirurgo ha iniziato i lavori di verniciatura di Nembo II, lo squalo della Barcolana (vedi foto). I pazienti parcheggiati in corsia. I numeri forniti dall’Arcs.

L’azienda regionale di coordinamento della sanità Fvg ha pubblicato il prospetto relativo ai tempi di attesa per un intervento chirurgico fra le due aree di competenza dell’Azienda Sanitaria Giuliano Isontina: Trieste e Gorizia/Monfalcone. Primo trimestre anno 2024. Recentissimo. Il confronto fra i due presidi ospedalieri fa impallidire anche la Vergine Maria del Monte Grisa. Per esempio, i tempi medi di attesa al Cattinara e Maggiore di Trieste per interventi chirurgici per tumori maligni al colon è del 44,16%. A Gorizia e Monfalcone del 19%. Un divario impressionante cui nessuno sa dare delle spiegazioni. A meno che, colui che fa le verifiche, non abbia dimestichezza con i cantieri navali della zona. Ed è lì che si annida la catastrofe della chirurgia giuliana. La sirena che distrae Nicolò De Manzini, capo del dipartimento di scienze mediche e clinica chirurgica dell’Azienda sanitaria Giuliano Isontina, si chiama “Nembo II”. Uno yacht cui il dirigente è molto affezionato al punto che la sua manutenzione (vedi foto) prevale sui pazienti moribondi e in attesa di un intervento chirurgico (il prospetto dell’ARCS lo testimonia). Dalla foto si vede il De Manzini controllare lo scafo e dare indicazioni alla ciurma su come pitturare l’imbarcazione. Va detto che sul Golfo di Panzano sono iniziate le sessioni di prove per la prossima Barcolana cui il capo del Dipartimento non vuole mancare. Questa sua dedizione per il mare spiega molte cose. Come il fatto che dopo una certa ora del pomeriggio, in sala operatoria, il sanitario De Manzini risulti introvabile. Il bisturi si trasferisce in marina. Nicolò de Manzini è il capo del Dipartimento di scienze mediche e clinica chirurgica dell’Azienda sanitaria Giuliano Isontina, impegnato però solo nell’area giuliana. E’ docente all’Università di Trieste al Dipartimento di medicina e chirurgia e lo scorso anno era stato eletto presidente dello storico Yacht Club Adriaco. Il giorno della sua elezione al riservatissimo Club ha pitturato il golfo con parole roboanti: «Come sempre quando c’è competizione c’è competizione – disse – ma quando si arriva al traguardo ci si stringe la mano». Un concetto che vorrebbe applicato al mondo sanitario dell’ASUGI magari cercando di camuffare la catastrofe dei servizi forniti dall’area Giuliana con quella Isontina. E’ risaputo che ai bordi dell’Isonzo, pur con una patologica carenza di medici ed infermieri, gli standard mantenuti sono sorprendenti. Diverso lo stato della sanità Giuliana che, con un numero di infermieri e medici ben superiore a quello di Gorizia e Monfalcone, non riesce a competere con gli altri. Quali sono le priorità? bisturi in coperta o in sala operatoria?

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