24 Luglio 2024 - 8:51 am


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OraBasta Exxx…Polzive!!! La “Festa della Preghiera” di ieri degli islamici di Monfalcone si è svolta in spazi irregolari. Cisint tuona: “Faremo tutte le nostre azioni a tutela dei cittadini e del rispetto della legalità. E’ intollerabile il menefreghismo verso le nostre ordinanze. Per loro la legge italiana è un optional”. La discriminazionedelledonne.

Ieri anche a Monfalcone è stata celebrata la “Festa del Sacrificio“, una delle feste più importanti dell’anno per la comunità islamica. Almeno 4 mila musulmani si sono riuniti negli spazi all’aperto dell’ ex Hardi. Per la sindaca e neo europarlamentare Anna Cisint quello spazio è oggetto di un’impugnazione del comune al Consiglio di Stato contro un giudizio del Tar. «Per la nostra amministrazione – osserva Cisint – quella è un’area commerciale, con una destinazione d’uso ben precisa, non è permessa la preghiera collettiva. Abbiamo compiuto tutte le nostre azioni a tutela dei cittadini e della legalità. In merito allo spazio Duca d’Aosta, gli islamici hanno ottenuto l’autorizzazione dalla Questura. Stiamo verbalizzando tutto ciò che è accaduto e abbiamo raccolto dettagli sull’incontro di ieri poiché è intollerabile questo menefreghismo nei confronti della legge italiana e di ordinanze che sono legittime. Di questo caso riferirò nelle sedi opportune. Sono convinta di essere nel giusto e farò tutte le azioni possibili per respingere il tentativo degli islamici di trasformare il nostro paese in una loro colonia». Tra le centinaia di partecipanti al rito non solo tanti bengalesi, tra i quali il consigliere comunale Jahangir Sarkar, ma anche fedeli originari dell’Africa e del Nord Africa. «Questa è l’occasione per lanciare degli inviti, perché non è facile vedere sempre tutti», ha spiegato Haq. «Vogliamo la pace, siamo tutti fratelli, siamo tutti nati da Adamo ed Eva», ha concluso da parte sua Poesal, prima di lasciare all’incaricato di turno il compito di guidare la preghiera nello spazio oggetto di impugnazione al Consiglio di Stato di via Primo Maggio. Anche a Monfalcone come in altre località dove è stata celebrata la “Festa della Preghiera” le donne hanno avuto un ruolo marginale e di inferiorità. Non essendoci spazi riservati a loro, è stato proibito l’ingresso. 

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