22 Giugno 2021 - 12:05 am


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SanitàFvg Exxx…Polzive!!! Qui crolla tutto. L’ordine dei medici di Udine apre un’istruttoria su uno studio privato intestata a Cinzia Gori. Lo stesso dove esercita l’ozonista De Monte. Esclusivo

 

E’ stata la segnalazione di un cittadino friulano a far scattare le indagini da parte dell’Ordine dei medici su uno studio privato di Udine, l’“Ambulatorio Pass” intestato a Cinzia Gori, in via Duino. Lo studio eseguiva prestazioni chirurgiche in regime di Lockdown. Lo ha scoperto un paziente che aveva fissato presso la sede udinese un appuntamento per un trattamento di chirurgia estetica. I fatti risalgono a circa un anno fa quando, per effetto del Dpcm, anche gli studi dentisti avevano chiuso rimanendo a disposizione solo per le urgenze. La persona interessata, prima di rivolgersi allo studio di Cinzia Gori, aveva contattato altri studi medici che le hanno dato la stessa risposta: «Lo studio è chiuso per emergenza Covid, forse si saprà qualcosa dopo il 20 aprile». A questo punto il cittadino ha chiamato via Duino dove, senza problemi di Covid, gli è stato fissato l’appuntamento per il trattamento di chirurgia estetica. Nello studio medico esercitano in libera professione numerosi camici bianchi e vengono applicati diversi ambiti sanitari, dalla chirurgia vascolare, alla terapia antalgica, alla chirurgia estetica. Un centro che avrebbe potuto operare solo per casi urgenti e che doveva essere giustificato da una regolare autocertificazione. Per aggirare l’ostacolo dell’urgenza, sul documento, al cliente veniva suggerito di riportare solo la dicutura: “Per un trattamento” senza particolari specificazioni. Uno stratagemma per aggirare le reali necessità mediche. In pratica il centro medico privato esercitava come fosse un salone di bellezza o di messa in piega. La questione è finita sul tavolo dell’Ordine dei medici di Udine che ha avviato il procedimento per fare chiarezza sul fatto che alcuni sanitari, oltre al chirurgo plastico dipendente dell’Azienda Sanitaria Friulana, eseguissero trattamenti non urgenti durante il lockdown. Non solo, ma la parte più spigolosa, vista la notoria astensione al vaccino da parte della maggioranza dei professionisti del centro, è concentrata sull’aspetto deontologico dei medici che esercitano attualmente in libera professione, costoro, pur essendo dipendenti di strutture pubbliche come il neo direttore della Sores De Monte, non sono vaccinati.

Resta lo stupore che alla luce di evidenti scorrettezze deontologiche il dottor De Monte, direttamente coinvolto nello studio, è diventato il nuovo direttore della Sores.  Sanità infetta, regione malata. 

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