28 Maggio 2024 - 8:54 pm


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ProtezioneCivileFvg Exxx…Polzive!!! Tocchiamoci le palle. Fermo operativo di tutte le attività dei volontari. Rivolta dei sindaci friulani contro l’inquadramento del personale: Non siamo datori di lavoro. Il 118 non potrà avvalersi della Protezione Civile Fvg.

 

Dalla riunione molto tesa di lunedì sera a Udine fra sindaci e coordinatori comunali della Protezione Civile è scaturito lo stop all’attività dei volontari. Da ieri sera il 118 non potrà più avvalersi, in alcuni casi, della Protezione civile fino a data da destinarsi. Richieste: Una norma che chiarisca che che né i coordinatori, né i sindaci in funzione di protezione civile sono datori di lavoro. Tuttavia resta uno sconcerto sulle ragioni dello stop: malgrado gli incidenti e le vittime, nessuno chiede più sicurezza. Nessuno fra i volontari si chiede ancora quali siano stati gli errori che hanno determinato le tragedie.    

La Protezione Civile Fvg nel caos dopo la morte del caposquadra di Preone, Giuseppe De Paoli, per cui sono stati indagati il sindaco, Andrea Martinis, e il coordinatore della squadra comunale, Renato Valent. La sindaca di Monfalcone Cisint, presente alla Consulta, si fa portavoce del disagio che l’intervento dell’autorità giudiziaria ha provocato fra i volontari. «Per lanciare un pieno sostegno ai coordinatori della Protezione civile e a tutti i volontari – ricorda la sindaca – abbiamo deciso di sospendere tutte le attività». Al primo cittadino si aggiunge Ennio Medeot, coordinatore del distretto Caro Isonzo che conferma che tutti i Comuni del distretto parteciperanno al fermo operativo. Sostiene Cisint: «E’ la prima volta che il decreto legislativo 81 del 2008 viene interpretato in questo modo da un magistrato, causando la dovuta sospensione di tutte le attività della Protezione Civile e generando una situazione che non ha precedenti nella storia del volontariato». I segnali che qualcosa non tornava all’interno della Protezione Civile risalgono a diversi mesi fa. Le responsabilità oggettive dei sindaci, in forza del Decreto legislativo 81; i corsi cui partecipavano i volontari che, si sospetta, avessero solo un carattere informativo e non abilitante e infine il caso Preone che fatto esplodere il pentolone. E’ qui che la situazione è crollata e non sono bastate le parole di Riccardi alla Consulta di lunedì sera a rasserenare gli animi. Anzi. Dice l’assessore: «La Regione percorrerà tutte le strade possibili per giungere a una soluzione che assicuri ai primi cittadini, ai coordinatori delle squadre di Pc e ai volontari, la tranquillità necessaria per continuare la loro meritoria, generosa e fondamentale opera a favore della collettività. Comprendo la loro scelta, comunicata ufficialmente lunedì sera, di sospendere le attività. Così come quella, che abbiamo subito accolto, di rinviare la Giornata del volontario, fissata nei primi giorni di dicembre 2023, e la successiva convocazione degli Stati generali della Protezione civile». Dal canto suo, la sindaca di Monfalcone ha ribadito: «Un messaggio forte ma dovuto una decisione che intendiamo lanciare a pieno sostegno dei coordinatori della Protezione civile e a tutti i volontari. “È una iniziativa di autotutela, non uno sciopero” ha affermato il coordinatore di Monfalcone Andrea Olivetti. E ancora il sindaco Cisint: “Ho già informato i nostri referenti a Roma, che hanno espresso la disponibilità ad attivarsi tempestivamente. Inoltre, ho già contattato il prefetto, che rappresenta il governo sul territorio, per spiegare le nostre motivazioni, perchè ogni sindaco è interessato da questo problema e stiamo agendo nell’ottica di tutelare non solo i coordinatori e i volontari, ma l’intera comunità, che non può essere privata a lungo di un servizio così importante». Quanto durerà questo stop? potrebbe sbloccarsi solo dopo una diversa interpretazione della legge o la sua riformulazione.

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