9 Dicembre 2021 - 2:24 pm


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MatrimonioFriulano Exxx…Polzive!!! I basabanchi udinesi vincolano la famiglia al matrimonio. Meloni, Salvini e Berlusconi condannati al fuoco eterno.

Non c’era peggior modo che questo per ricordare la figura dell’udinese Loris Fortuna. Il 5 dicembre nel famedio di via Firenze l’onorevole Crema ricorderà il suo percorso politico.

Il comune di Udine, maggioranza basabanchista, riporta il Friuli ai tempi del potere temporale. La modifica dello statuto comunale discussa ieri sera in consiglio, è stata l’occasione per dimostrare l’arretratezza culturale e sociale di un manipolo di consiglieri che ha confuso palazzo D’Aronco con Madonna delle Grazie. Il tema discusso in aula è stato quello della famiglia e del vincolo matrimoniale. Un argomento eccitante i cui esempi, soprattutto a centrodestra, in fatto di divorzi, omosessuali, trans, amanti e puttane sono illuminanti.

La proposta di modifica dei baciapile, votata a maggioranza, è stata la seguente: “Il comune riconosce, tutela e promuove i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio…”. Il consigliere di opposizione Giacomello aveva proposto un’emendatura al testo proposto in cui veniva tolta la parola matrimonio e rafforzata la parte più laica della questione, ovvero: “strumenti idonei ad agevolare la tutela giuridica e sociale”. Ovviamente l’emendamento è stato bocciato arricchito dal profumo d’incenso distribuito in sala Ajace dai nuovi talebani. In una notte, Berlusconi, Meloni, Salvini e molti esponenti di livello regionale, consiglieri, assessori, assessori comunali… e alcuni sindaci della stessa parrocchia dei chierici udinesi, sono stati cacciati negli inferi.

Tuttavia tanto attaccamento verso la famiglia per le cose per bene e la deriva clericale, si è scontrato con la proposta del consigliere Liano dei 5Stelle che voleva inserire nello statuto un articolo in cui si chiedevano sanzioni per gli amministratori inadempienti. Liano ha lamentato il fatto che né al centrodestra né a al centrosinistra interessasse una proposta che é addirittura prevista da una legge regionale di ben 18 anni fa. Si tratta di punire con una sanzione di 100 euri gli amministratori che non rispondono alle interrogazioni o interpellanze entro i termini previsti dallo statuto. 

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