24 Settembre 2023 - 4:26 pm


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LussariAmari Exxx…Polzive!!! Fedriga investe 15milioni di euri per promuovere il Tarvisiano. L’amministratore della foresta, Cristiano Manni, chiude ai ciclisti la strada verso il Santuario che ha deciso il Giro d’Italia.

 

Grazie al Giro d’Italia, sabato scorso milioni di telespettatori hanno ammirato il monte Lussari e tutta l’area del tarvisiano. Lo spettacolo dei ciclisti che si arrampicavano dalla Val Saisera verso l’arrivo sù al Santuario avrà sicuramente stregato gli appassionati delle due ruote ansiosi di poter emulare le gesta dei corridori lungo i sette chilometri che hanno deciso il giro d’Italia 2023. Nulla da fare, gli appassionati e curiosi dovranno fare dietrofront a causa di una “assurda e irragionevole decisione” (Stefano Mazzolini) dell’amministratore della foresta di Tarvisio, Cristiano Manni, che firmato una determina in cui ricorda: «…vista la proprietà del Fec (fondo per gli edifici di culto) nelle particelle che compongono parte della strada del monte Lussari e che non è soggetta a pubblico transito e non è gravata da servitù di passaggio; vista la pericolosità della strada si determina la chiusura tramite sbarra». Quindi è passata una tappa del Giro d’Italia e noin era pericolosa, ora, dopo un paio di giorni non è più transitabile, nemmeno alle bici! 

Il rischio, come si legge sul Messaggero Veneto, è che la rigidità degli amministratori del Fec (Fondo per gli edifici per il culto), possa vanificare le prospettive turistiche della Valcanale, polverizzando il sostanzioso investimento pubblico per la messa in sicurezza della strada verso il Lussari che, secondo Mazzolini, si può quantificare il circa 15 milioni di euri. Il vice presidente del consiglio regionale è su tutte le furie: «Non è possibile che un ambientalista decida le sorti del turismo friulano. E’ successa la stessa cosa al lago di Cave del Predil da due anni inaccessibile ai turisti dopo che la regione aveva investito oltre 5 milioni di euri per il suo sviluppo. Inviterei l’amministratore Manni – osserva Mazzolini – a occuparsi di più della sua foresta che della salita al Lussari viste le condizioni di degrado cui si trova. Corretto impedire il transito ai mezzi a motore, ma assurdo pensare di farlo per le biciclette», conclude Mazzolini. Basta un burocrate per mettere in ginocchio l’Italia. 

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