22 Giugno 2021 - 12:33 am


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LiberazioneCacciari Exxx…Polzive!!! A Cartabianca il filosofo rade al suolo il virologo Galli: No al coprifuoco, la limitazione degli orari è una barzelletta. Esclusivo

Scontro epico fra i due prof nella puntata di #Cartabianca andata in onda stasera. La furbissima Bianca Berlinguer, dopo quanto accaduto a Milano domenica sera 〈festa dell’Inter in piazza Duomo〉, ha invitato in studio il virologo Galli e il professore Cacciari. Scintille e ferodi arroventati sulla questione del coprifuoco. Cacciari assolutamente contrario, mentre Galli è perplesso, tant’è che il virologo esordisce cosi: “Leggo tanti insulti e provocazioni contro di me, la solita pattuglia dei fiancheggiatori con certi giornali e certa politica. Purtroppo i dati vengono strumentalizzati politicamente. Lo scenario politico di questo Paese è di assoluto squallore oggi”. Cacciari non ci vede e dopo aver narrato l’assurdità del fermo alle 22,30, osserva: «La limitazione degli orari è una barzelletta, non ha fondamento scientifico. Non cambia nulla se chiudi alle 22 o alle 23, cambiano le condizioni con cui tieni aperte le attività. Bisogna essere ragionevoli, servono i controlli. I luoghi dove si diffonde il virus – precisa Cacciari – sono i mezzi di trasporto, metropolitane, treni, autobus, tanto è vero che la proposta sensata era quella di aumentare le corse e invece non è stato fatto nulla. La scuola… è un pericolo maggiore, si possono contagiare in fanciulli che però hanno una patologia molto meno grave di quella delle persone anziane. I fanciulli che tornano a casa contagiano in genitori. I ragazzi che escono la sera no. È l’assembramento serale che potrebbe esser controllato; se siamo a cena in due non succede niente». Alla fine, Cacciari racconta l’episodio di domenica sera a Milano:

“Mi hanno fermato alle 22.30 mentre tornavo a casa in una strada vuota, in una città deserta. Potevano fare i controlli a piazza del Duomo…”. Massimo Cacciari giudica cervellotiche le norme che prevedono controlli per il coprifuoco e lo dice chiaramente a Cartabianca. “Invece di mettere i poliziotti che mi hanno fermato solo, in una città deserta, mentre tornavo a casa alle 22.30. Mi hanno fatto la multa? Ma assolutamente no, sono stati gentilissimi e ragionevolissimi. Capiscono l’assurdo di fermare una persona tardi in una strada deserta”, dice il filosofo e politologo.

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