23 Aprile 2021 - 6:28 pm


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FriuliTossico Exxx…Polzive!!! La Guardia di Finanza alla Net. I nomi dei protagonisti che vogliono invadere con 35mila tonnellate di letame la periferia di Udine. Apporto dei contribuenti pari a 8milioni di euri. I nomi dei firmatari del preliminare. Esclusivo.

Nel caso di questo progetto da circa 40milioni di euri, era stata presentata solo un’offerta.

Nella mattinata di ieri, come anticipato da Leopost, la Guardia di Finanza ha compiuto una serie di perquisizioni nelle sedi della Net di Udine 〈viale Duodo e via Gonars〉, la partecipata del comune che si occupa di rifiutaggio e del disastroso Porta-Porta cittadino. L’interesse degli agenti era concentrato sul progetto dell’impianto per il trattamento di 35mila tonnellate di letame all’anno da realizzarsi in via Gonars angolo via Lumignacco con le abitazioni a 600-700metri. Nel 2017 il direttore Fuccaro 〈Cda Civibank〉, aveva annunciato pomposamente che il nuovo impianto della NET Spa sarebbe stato realizzato entro 2 anni. La gara d’appalto per la concessione di costruzione e gestione (mediante lo strumento della finanza di progetto) dell’impianto di trattamento del letame è stata vinta dall’ATI tra le imprese Bioener Spa di La Spezia, Green Project Srl, I.C.I. Impianti Civili e Industriali Soc.Coop. a r.l. di Ronchi dei Legionari, AUSTEP – Austeam Environmental Protection S.r.l. di Milano e AMUT Spa di Novara. Impegno di spesa totale di circa 40 milioni di euri di cui 8 pagati da Pantalone. 

Il progetto preliminare è stato presentato in una prima riunione in sede Net il 21 gennaio del 2016. Il tavolo era composto dai signori Fuccaro, Toniati, Zgagliardich, Tararan e l’indagato Zanchetta per conto della Net. Al loro fianco erano seduti Acchiardi, per l’allora Ass N. 4 del Friuli Centrale, Venturini per i Vigili del Fuoco, Bortoli per il CAFC, Lutman, Di Marco e Catalano per l’Arpa, Casasola e Iacumin per la provincia di Udine e Molinari per il comune di Udine. Per il soggetto promotore: Zannini e Cobai in rappresentanza della ditta Bioner, capofila dell’ATI; e Degli Innocenti ed Ermini per la Green Power.

Anche in questo caso il retroscena ribalta la scena. Chi è l’imprenditore dell’Est Europa che è stato infinocchiato da questo progetto? Quante sono le aziende che si sono ritirate? L’attenzione dei militari è ristretta all’ipotesi di “Turbata libertà del procedimento di scelta del contraente“. In quali circostanze è stato compiuto l’illecito? Resta illuminante la raccomandazione dell’Arpa che sottolineava la necessità che, “nelle fasi successive all’iter autorizzativo, siano valutate puntualmente le emissioni diffuse e sia previsto un piano di monitoraggio”.

Friuli Infetto, Regione malata. 

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