
La presidente del Circolo di Fratelli d’Italia di Udine, Ester Soramel tiene il punto sul movimento pre partita: “Speravamo in un atto di responsabilità per il bene di Udine da parte del sindaco e della sua maggioranza per chiedere di revocare i cortei o, al massimo, trasformarli in sit-in, ma ancora una volta siamo stati delusi.
Il sindaco, come sempre, scappa e questa volta si rifugerà in Duomo. Qualcuno dei suoi si è defilato ad Assisi per marciare per la pace. Il resto della maggioranza è per lo più precettata dall’ala più radicale, quella che aspetta da mesi il corteo per dimostrare di essere più “resistenza” di Hamas, ossia dei terroristi che secondo la Albanese, paladina dei Pro Pal, “vanno capiti” e che probabilmente li scomunicherà ritenendo magari pure loro “complici del genocidio” per aver firmato la tregua imposta da Trump.
Poco importa se Udine verrà blindata, se chiuderanno pressoché tutte le attività commerciali udinesi e se verrà limitata la nostra libertà di circolazione non a causa della partita, ma dei cortei, i cui partecipanti non manifesteranno tanto contro la partita Italia/Israele, quanto contro Israele e soprattutto contro l’Italia, intesa come governo italiano.
Come per la flotilla, la cui missione non era portare aiuti, ma forzare il blocco israeliano, neppure per i cortei c’entra la solidarietà a Gaza. L’ha spiegato bene Andrea Minuz su Il Foglio, ossia è “il solito fuori sync all’italiana: mentre il mondo si concede un filo di speranza per questo piano di pace – imperfetto, incerto, ma sempre meglio di niente – noi mugugniamo, storciamo il naso, spieghiamo a tutti perché non va bene. Felicità a Tel Aviv e nella Striscia, cortei incazzati a Roma, Milano, Napoli come se niente fosse (…) poi il 14 tutti a Udine a boicottare Italia-Israele”. Perché la pace è l’opposto della lotta e alla lotta la sinistra più a sinistra non può rinunciare, perché forse è rimasta l’unico argomento che ha in mancanza di una propria identità e in assenza di leader credibili, nonostante la strategia della “mobilitazione sociale” teorizzata da Landini si stia rilevando tafazziana, appurato che i sondaggi vedono aumentare il consenso solo per il centrodestra, soprattutto verso FdI che ha raggiunto il 30,5%.
Insomma, Udine domani verrà sacrificata sull’altare della solita “Lotta continua” che sembrava sopita dopo gli anni ’70 e che ora ha ripreso vigore sfruttando Gaza come falce e martello contro il governo Meloni. Udine non se lo merita: non ringrazia e non dimenticherà chi l’ha tradita per mera propaganda ideologica”.