23 Aprile 2021 - 7:14 am


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Il caso Astrazeneca.

Da «Libero».

La colpa è di costare poco. Lo stop alla profilassi con il vaccino inglese è solo l’ ultimo capitolo di una serie di falsi allarmi che hanno rallentato il cammino del ritrovato di Astrazeneca. Equivoci, contestazioni infondate, contrattempi che, se voluti, avrebbero richiesto la regia di entità superiori, sono arrivati al risultato di delegittimare in Europa il vaccino che costa poco. È stata Berlino a fermare per quattro giorni il siero britannico, obbligando Italia e Francia a seguirla sulla strada dell’allarmismo ingiustificato. Il risultato è che decine di milioni di europei oggi diffidano del prodotto di Astrazeneca, eppure nessuno può affermare che ci sia stata una volontà politica tedesca di ostacolarlo, anche se attraverso Biontech la Germania è socia della statunitense Pfizer, rivale dell’azienda farmaceutica inglese, e patria del vaccino Curevac, di prossima approvazione.

Allo stesso modo, nessuno può denunciare un complotto dell’amministrazione americana ai danni di Astrazeneca. Però è incontestabile che la profilassi sia un affare da 150 miliardi di dollari nel solo 2021 e ci siano interessi geopolitici enormi dietro di essa. Per questo la scelta della casa inglese di non guadagnare dalla vaccinazione di massa può aver infastidito chi scommette sul mercato e chi lo muove. Non si può affermare che il colosso britannico sia stato punito per tutelare interessi economici superiori, ma certo una comunicazione gratuitamente così ostile e costante nel tempo, partita dai grandi giornali americani e seguita da quelli tedeschi, orientata sempre in senso negativo, spinge a porsi domande, anche perché ogni accusa è inesorabilmente caduta.

Il paradosso di Astrazeneca è che, alla fine, immunizzerà mezzo mondo, Inghilterra a parte quello più povero, mentre l’Occidente ha preferito perdere tempo e aumentare la lista dei decessi anziché prenotare il vaccino inglese .

E questo nonostante Trump abbia finanziato robustamente Astrazeneca. Grazie a Donald oggi gli Stati Uniti hanno trenta milioni di dosi del prodotto inglese, ma esse restano inutilizzate perché non c’è il via libera della Fda e ciononostante Biden non consente che le fiale siano vendute all’estero, bloccando il mercato a vantaggio dei vaccini americani. Altro giallo è il blocco della sperimentazione del vaccino inglese ordinato da Fda lo scorso autunno, che ha preteso che Astrazeneca ripetesse la fase 3, già eseguita a Londra, negli Usa. Uno stop che ha permesso nel frattempo l’approvazione dei prodotti come era stato posto, e il limite d’età è salito a 65 anni, dopo la ribellione della politica, che temeva che la decisione dell’Aifa facesse saltare il piano nazionale di profilassi.

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