22 Giugno 2021 - 12:06 am


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Funivia del Mottarone. Arrestati nella notte il gestore degli impianti e altre due persone.

Alle 4 sono stati portati in carcere a Verbania. La procuratrice: “Per evitare disservizi hanno manomesso il sistema di freni di emergenza”

Dopo ore di interrogatori nella caserma dei carabinieri di Stresa, nel cuore della notte è arrivata la svolta alle indagini per la tragedia della funivia del Mottarone. Tre persone sono state arrestate: Luigi Nerini, 56 anni e amministratore della società Ferrovie del Mottarone che gestisce la funivia, Gabriele Tadini (classe 1958) e l’ingegnere Enrico Perocchio, classe 1970. Tutti sono stati portati in carcere a Verbania poco prima delle 4. Le ipotesi di reato nei confronti del direttore di servizio e del capo operativo sono omicidio colposo aggravato.

«In modo particolare dalle fotografie all’impianto – ha detto la procuratrice Olimpia Bossi – abbiamo visto come il sistema di emergenza dei freni sembrava manomesso, nel senso che era stato apposto il “forchettone” che bloccava i freni. Dagli accertamenti questo è stato motivato dall’esigenza di evitare continui disservizi e blocchi della funivia. Il sistema evidentemente aveva delle anomalie e avrebbe richiesto un intervento più sostanzioso che avrebbe tenuto fermo l’impianto». E qui il procuratore spiega il perché degli arresti. «Per ovviare a questo problema, gli operatori con quello che noi riteniamo il concorso, l’avvallo e l’assoluta consapevolezza del gestore e del responsabile dell’impianto non ha rimosso questa forchetta. E così, quando il cavo si è spezzato il freno di emergenza non è entrato in funzione».

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