17 Settembre 2021 - 7:03 am


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FriuliRovente Exxx…Polzive!!! Il Semestre Bianco polverizza il centrodestra. I poltronari friulani restano all’asciutto. A Latisana Valvason sul velluto. Esclusivo

Spagnolo a Latisana smentisce Polidori a Muggia. La consigliera regionale respinge la candidatura a sindaco dell’esponente di Fratelli d’Italia, l’assessore leghista candidato sindaco a Muggia, esalta l’unità del centrodestra triestino. 

L’epicentro del cataclisma centrodestrista friulano resta Latisana(Ud). Le conferme giungono dal Messaggero Veneto di oggi 〈veto di Forza Italia su Sette〉 dopo che su queste pagine erano state dettagliate le prime fasi delle lacerazioni. Ma c’è un nuovo elemento, non trascurabile, che pregiudica le trattative, è l’inizio del semestre bianco che tradotto in termini politici significa “Liberi tutti”.

In attesa di capire il destino di Draghi e le eventuali elezioni politiche anticipate, il Friuli pre-elettorale va in fibrillazione. Il partito dei poltronari friulani, in arte Fratelli d’Italia 〈a Udine col 2 %, hanno raspato tutto quello che era possibile tirar sù, dal posto alla Net dell’indagato Raggi, alla SSM; dalle Comunità Collinari, alle Fondazioni delle case di riposo〉, vorrebbe occupare i centri di potere anche a Latisana con estensioni a Lignano, Grado, San Giorgio di Nogaro, Tarcento, Palmanova e via dicendo. In Forza Tragica devono aver capito l’antifona e gli stessi vertici dei berluscones locali venerdì sera ad Aquileia non hanno mai citato i patrioti. La Lega lusingata dall’apertura di Berlusconi verso Salvini in funzione anti Meloni è eccitata dalla proposta. Per dire, si guardi a Latisana, dove i due segretari Dreosto e Lizzi stanno ben accorti e lontani da ingerenze locali che potrebbero vanificare la candidatura di Vignotto-Pavoni e l’incoronamento di “Baronetta della città del fiume” a Maddalena Spagnolo. Solo che l’operazione sarà destinata ad aprire un’autostrada al candidato Angelo Valvason.

Lo stallo di Latisana é causato da Fratelli d’Italia che paga lo sgarbo di 5 anni anni fa quando Lanfranco Sette fece perdere le elezioni a Salvatore Benigno, il candidato della coalizione. Una ferita ancora aperta che è stata determinante in questi giorni di negoziati. Nulla sarà più come prima e le compensazioni poltronare, su uno scacchiere più ampio, cui i patrioti sono molto golosi, non basteranno a stemperare il clima avvelenato che ha colpito il centrodestra. Fermo restando Trieste e Pordenone, nei piccoli centri al voto a ottobre nulla sarà più come prima. E riflessi si avvertiranno anche nel 2022. Malgrado Giorgia Meloni sia attesa oggi in Sardegna a casa di Berlusconi.

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