19 Giugno 2024 - 7:16 am


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FratelliRicinelli Exxx…Polzive!!! Dal Veneto inizia la corsa alla regione Fvg. Col 34% inevitabile far valere il proprio peso per le prossime elezioni. Il nodo partecipate. A Grado sulla Git esplodono i primi petardi. Dopo la bocciatura delle comunali, si apre il caso Marin. Il ritorno di Barberio: Il più votato a San Vito di Fagagna.

 

Si parte dai numeri. Elemento decisivo in politica. E i corrispettivi, nella regione più a Est dello stivale, rivelano lo stato di salute dell’alleanza di centrodestra dopo il voto delle europee. Indiscutibile Fratelli d’Italia che svetta al 34% con punte, in alcuni comuni, del 42!. La Lega si ferma al 15 e Forza Italia, a un passo dal precipizio che rimedia un misero 7%. Nel Veneto i Benito Remix galoppano alla grande e sono pronti a mettere sul tavolo la candidatura alle prossime regionali. In Friuli, prima di discutere di candidature alle regionali, esplode il caso partecipate che si apre con l’esito delle elezioni di Grado. Il candidato sindaco di Forza Italia/Lega, Marin, e’ stato bocciato dalle urne. Nei quartieri dove sventola il tricolore si sta riflettendo sull’anomalia. Quali soluzioni troveranno Fedriga, Riccardi e Bini rispetto alla società gradese il cui presidente è stato “pettinato” dai residenti? ha condotto una campagna elettorale in regime di abuso di posizione dominante, mica vorrà ritornare a presiedere la Git? Minimo minimo dovrebbe dimettersi. Il presidente va sostituito. Intanto, le elezioni comunali del profondo Friuli continuano a riservare sorprese. Il ritorno di Leonardo Barberio che a San Vito di Fagagna è risultato il più votato fra i consiglieri della lista “Uniti per San Vito, Silvella, Ruscletto” a sostegno del sindaco Sergio Zucchiatti. 

Passando al Veneto, come riporta “Il Gazzettino” di oggi, il tema delle elezioni regionali è già ai nastri di partenza. Fratelli d’Italia è il primo partito col 37,58%, in aumento rispetto alle Politiche del 2022 quando aveva “solo” il 32% e qui ha fatto di nuovo il migliore risultato d’Italia. La corsa per la successione del leghista Luca Zaia, non più rieleggibile dopo due (nel suo caso tre) mandati, è cominciata dopo uno scrutinio che ha reso plastica la situazione politica in Italia e in Veneto. Rispetto alle Europee del 2019 la Lega in Veneto perde un milione di voti (da 1.234.610 a 271.142) e oggi ha un terzo dei consensi del partito di Giorgia Meloni (774.624), mentre Forza Italia, con l’8,58%, recupera anche rispetto alle Politiche del 2022, ma non riesce a realizzare l’agognato sorpasso. «Con questi risultati – dice il politologo Paolo Feltrin, già coordinatore dell’Osservatorio elettorale regionale – è inevitabile che FdI farà valere il proprio peso per le prossime Regionali». Il senatore Raffaele Speranzon, amico di vecchia data della premier, l’ha detto subito: «Non chiederemo nessun rimpasto, ma la parola degli elettori è chiara: alle prossime elezioni Palazzo Balbi spetta a noi». Elena Donazzan, la più votata in tutto il Nordest, seconda solo alla presidente del Consiglio, sarebbe pronta a tornare subito da Bruxelles: «Io presidente di Regione? È il mio sogno». I Benito Remix osservano: «Partiamo da qui per costruire il futuro del centrodestra, avanti senza paura verso le prossime sfide».

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