
Un capitombolo politico clamoroso che si sta riverberando all’interno di Fratelli d’Italia Fvg. A che sono serviti gli annunci e i proclami dei Benito Remix contro Fedriga-Riccardi, contro il DG di ASFO, il CRO e l’ospedale di Pordenone? A nulla. Fratelli d’Italia sognava un altro esito di questa buffonesca crisi di maggio, almeno un “ritorno” in termini di poltrone (vedi autorità porto di Trieste) o un accento diverso all’interno dell’Alleanza e invece nulla di tutto ciò. Dopo la seduta di ieri, il partito di Giorgia Meloni è passato dalla gloria esibita ad ogni riunione dell’alleanza ad uno stato d’inferiorità inaspettato. E lo dimostra il consigliere regionale Markus Maurmair (Fratelli d’Italia) che ieri è intervenuto a nome del gruppo consiliare sulla mozione di aggiornamento del programma di governo con queste parole che inceneriscono il significato dell’azione politica del ministro Ciriani: “Il presidente Massimiliano Fedriga e questa amministrazione sono saldi e determinati a realizzare un programma concreto, ricco di contenuti e obiettivi. Non un manifesto vuoto, ma l’integrazione di un progetto politico serio che ha già prodotto risultati e che ora va potenziato”. Fedriga non ha mai citato la parola crisi e, per converso, è emersa in aula la frattura politica che c’è a livello regionale in particolare fra Lega e Fratelli d’Italia. Fallito il golpetto di maggio.
Vedremo gli esiti del voto del 1 luglio, ma dalle dichiarazioni di ieri si può già capire che il presidente è ben saldo. Riguardo la sanità, il presidente ricorda: “Questa crisi è nata da una serie di incomprensioni che erano già presenti prima delle dichiarazioni di Ciriani. Anche in un momento che, senza dubbio è stato complicato, siamo riusciti – afferma Fedriga – ad individuare l’aspetto positivo per continuare a lavorare insieme in modo più forte e coeso”. Se da stasera Fedriga si trova in una condizione ancora più rafforzata di prima, a cosa è servito il blitz di Fratelli d’Italia? In realtà è il partito che esce con la carrozzeria più ammaccata da questa situazione, isolato dagli alleati e smarrito nella sua ricerca spasmodica di un ruolo chiave nell’esecutivo. Lo conferma lo stesso Markus Maurmair.