3 Agosto 2021 - 4:01 pm


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DisordineNet Exxx…Polzive Fontanini, Raggi e Laudicina distruggono la partecipata di Udine: 12 comuni pronti a uscire. Savino rifiuta la nomina nel C.A. decisa da Laudicina. Esclusivo

Anche sulla Net, dopo l’arrivo dei bolscevichi, volano gli stracci. Pendenza del potere su Udine, sbilanciature negli organi di controllo, eccessivo dominio della Lega nel CdA e nel controllo analogo. Ieri, assemblea dei soci a Palazzolo dello Stella, é saltato l’accordo che G. Savino aveva intavolato con Fontanini (nell’organo di controllo entrava Cervignano e usciva Udine). Per questo motivo, 12 comuni della Bassa Friulana hanno sbattuto la porta e se ne sono andati. Laudicina, sperando di riparare allo sbrego, aveva fatto nominare Savino in sua assenza. Figura meschina giacché il sindaco ha rifiutato. La Net nella più totale confusione. Gli amministratori infuriati con vertici della Lega di Udine e pronti a uscire dalla compagine: Cervignano, Ruda, Fiumicello-Villa Vicentina, Terzo di Aquileia, Porpetto, San Vito al Torre, Castions di Strada, Bagnaria Arsa, Torviscosa, Precenicco, Aiello del Friuli, Palmanova. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata appunto la nomina, a sua insaputa, di Gianluigi Savino a componente del controllo analogo della Spa. Un’iniziativa totalmente autonoma da parte del comune di Udine che ha mandato su tutte le furie il sindaco di Cervignano. Risultato Savino non accetta l’incarico e trascina con sé altri 11 primi cittadini infuriati col modus operandi del socio udinese che detiene circa il 60 per cento delle quote. Il malcontento dei primi cittadini, rispetto alla nuova impostazione della Lega di Fontanini, ha provocato l’uscita dall’assemblea dei sindaci dei comuni della bassa e la mancata approvazione sia del bilancio 2020 che dei componenti del controllo analogo. Uno schiaffo doloroso al sistema egemonico della nuova governance che prevede anche la figura di un direttore amministrativo invece che di un tecnico. L’uscita di scena di Fuccaro ha alimentato forti dubbi fra i sindaci sul futuro della Net. Se la relazione del direttore dimissionario è stata illuminante, ora c’è preoccupazione per un salto nel buio della partecipata visto che il nuovo bando per sostituire Fuccaro, non prevede la figura del direttore generale ma quella di un apicale con competenze solo amministrative. Un bando a misura delle volontà di Raggi-Laudicina. I commenti dei sindaci, raccolti nel post assemblea, erano impietosi. Il socio Udine ha scambiato la società per una cosa propria pilotata da un sistema padronale totalmente estraneo ai principi di collegialità cui eravamo abituati. Non c’è una progettualità a medio termine, nessuno studio sui nuovi scenari e obiettivi da raggiungere. Secondo i primi cittadini usciti dall’assemblea, le attuali condizioni costringono i sindaci a valutare altre opzioni e nuovi gestori. Alcuni si lasciano scappare l’ipotesi, potremmo anche uscire dalla compagine”.

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