2 Febbraio 2023 - 12:10 pm


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CinCinGerolin Exxx…Polzive!!! Il direttore del Consorzio e valvassino di Agrusti tenta la corsa a sindaco di Sesto al Reghena. Il disegno per far fuori l’uomo di Saro, Emanuele Zanon. Menia evoca l’MSI all’inaugurazione della sede dei Benito Remix a Monfalcone.

 

Con la conferma del sindaco di Sesto al Reghena, Marcello Del Zotto, di candidarsi alle regionali col Terzo Polo di Agrusti-Rosato-Viol, si apre la “vacanza” istituzionale nel comune della bassa pordenonese. Chi sta dimostrando un interesse, quasi morboso, per la sedia di primo cittadino, è uno dei più rapaci occupatori di poltrone che la storia friulana ricordi. E’ stato consigliere regionale per 3 legislature, dove contemporaneamente tirava il compenso di dipendente del Consorzio Ponte Rosso e quello di consigliere regionale (e anche capogruppo del PD) è stato sindaco di Sesto al Reghena, consigliere comunale ed attualmente direttore generale del Consorzio Ponte Rosso agli ordini del ducetto locale Michelangelo Agrusti. Essendo uomo di fiducia dei trafficoni ed in particolare faciltatore dell’ampliamento Kronospan di San Vito, è stato nominato direttore generale con un magheggio: modificato lo statuto del Consorzio per sopperire alla mancanza dei titoli (privo di laurea). Al sottufficiale da campo dei filo austriaci Agrusti-Cendella, fa gola la poltrona di sindaco. Dopo 40 anni di onorata casta friulana, Gerolin ci riprova. Tutto nasce dall’operazione Marcello Del Zotto che ha confermato la candidatura con il Terzo Polo. Una candidatura che mette in crisi l’uscente Emanuele Zanon (non ancora iscritto a Italia Viva), già transitato da ProgettoFvg verso il gruppo del “Polo Liberale” di Zalukar-Nicoli. L’uomo di Saro potrebbe trovarsi in difficoltà poiché, da rimbalzi che provengono da Pordenone città, è molto probabile che il coordinatore di Renzi in riva al Noncello, Mauro Piva, cali coloro che hanno contribuito all’exploit del Terzo Polo in città, ovvero Roberto Freschi e Mauro Salvador. Dovessero entrare in partita i due, le possibilità di rielezione per Emanuele Zanon sarebbero ridotte al lumicino. Complessa anche la faccenda per Forza Italia. Finiti i tempi di gloria degli azzurri, si confida sul simbolo che nella destra Tagliamento ha sempre portato un valore aggiunto. Mara Piccin ha già raggiunto il limite dei tre mandati e lascerà il posto al presidente del consiglio comunale di Pordenone Pietro Tropeano e all’assessore Andrea Cabibbo. Per riempire la lista servono 12 candidati di cui 4 donne. Circolano i nomi di Anna Bidoli (assessore a Spilimbergo) e Roberto Ceraolo già sindaco di Sacile. Sugli aggiornamenti della lista più corteggiata del momento, Fratelli d’Italia, confermata fra i candidati per Pordenone la testa di serie Cristina Amirante; da segnalare che ieri è stata inaugurata la sede di Monfalcone. Assente il ministro Ciriani, è stato Roberto Menia a ricordare la storia dei Benito Remix: «Ritorno qui con emozione perché ci venivo da missino, come da missino sono entrato in Parlamento. Ricordo la sede in affitto di corso del Popolo e gli assalti. Sono storie piccole che però compongono quella complessiva di una comunità». La sede è stata intitolata a Benito Borgia, figura storica della destra cittadina. A fare gli onori di casa il vicesindaco Antonio Garritani, uno dei candidati più solidi nella lista per le regionali. Erano presenti i parlamentari Tubetti e Walter Rizzetto. A margine si facevano i conti delle preferenze e dei possibili eletti nel collegio di Gorizia: un seggio sicuro su 5 disponibili. 

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