27 Maggio 2022 - 5:13 pm


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CastaDanza Exxx…Polzive!!! I sindaci frignoni accecati dal potere e dalle mesate. Dopo aver bocciato le Uti sono contrari alle fusioni e aggregazioni. Perché continuano a candidarsi?

Anche oggi sul Messaggero Veneto, vengono riportate le petulanze e gli esiti di 20/30 anni di fallimenti e di promesse mai mantenute da parte dei primi cittadini. Mancano segretari…dipendenti…operai e servizi. Non mancano le indennità. Cosa stavano a fare in comune? perché continuano a candidarsi?

Forni di Sopra e Forni di Sotto (insieme fanno 1.500 abitanti) sono ancora divisi. A memoria di amministratore, a parte Serracchiani-Brollo, non risulta che i primi cittadini, Coradazzi e Lenna, si siano mai impegnati a razionalizzare i servizi e rendere più efficiente il comune. Se i due comuni si unissero, uno dei due sindacoi dovrebbe rinunciare alla mesata: 3.500 euri per Marco Lenna (comune turistico) e 1.800 euri per Coradazzi (non è comune turistico).

Contenere le spese, aggregare o riunire, per loro e per altre centinaia di amministratori friulani sarebbe una perdita economica dolorosa. Tirano mesate da urlo, rimborsi spese esentasse e si lamentano. Perché si candidano? L’esempio più allucinante è quello del sindaco di Colloredo di Monte Albano. Aveva illuso i cittadini annunciando la fusione con Buja, nella speranza che cadesse nel vuoto, e ora minaccia di abbandonare. Costui, per la brama di potere, si è candidato per la seconda volta. Chi glielo ha imposto? Fabio D’Andrea, sindaco del comune di Rigolato (440 abitanti), non si sognerebbe mai di aggregarsi con Sappada, Comeglians o Forni Avoltri. Per lui, come per i suoi colleghi, significherebbe un mancato introito di circa 1.800 euri/mese, più buona uscita. Brama di potere e petulanza. Per capire il paradosso è sufficiente ricordare l’assillante battaglia condotta dai sindaci contro la prima riforma degli enti locali che mai sia stata realizzata in Friuli: le Uti. Bocciate!. Restano invece i progetti vanagloriosi e di devastazione ambientale: Stanziati oltre 5milioni di euri per ristrutturare un municipio del comune di Forni di Sopra: 900 abitanti. A Pocenia (2.400 abitanti) il sindaco Gigante sta accarezzando l’ipotesi di realizzare un deposito di raccolta e smaltimento rifiuti pericolosi a 160 metri dalle case. A Trivignano, nel totale disinteresse degli amministratori, si trova una delle discariche più tossiche a cielo aperto di tutta la regione. A San Vito al Tagliamento il sindaco concede alla Kronospan l’insediamento in Ponterosso. Comuni di pochi abitanti che restano in vita solo per consentire al primo cittadino di portare la fascia e incassare la mesata. Nessuno vuole le fusioni. Anzi, l’assessore Roberti, per assicurare ulteriori poltrone ai bramosi di potere e di reddito di cittadinanza all’insù, sta preparando le golose Edr a elezione diretta. Il ritorno delle province. Come una volta. Casta Danza. 

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