23 Aprile 2021 - 8:03 am


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CapitomboloDraghi Exxx…Polzive!!! Prima delusione del nuovo Governo: Stop allo sci fino al 5 marzo. Fedriga furioso: «Cambiare sistema». Aveva appena firmato l’ordinanza di apertura. Sarà il provvedimento più breve della storia d’Italia. Esclusivo

Prima randellata e prima delusione di Deus Draghi in Friuli.  All’ora di pranzo di una delle giornate invernali più luminose degli ultimi anni, il presidente del Friuli FV Fedriga annuncia il testo della nuova ordinanza che contiene la svolta. Dopo aver acquisito il parere della Direzione centrale salute, l’attività sciistica sarà consentita anche agli sciatori amatoriali, a decorrere dal 19 febbraio e fino al 5 marzo negli impianti, nelle stazioni e nei comprensori sciistici della regione. A Valbruna e sul Lussari si è sentito un boato liberatorio. Poi la doccia fredda. Nemmeno il tempo di esultare che arriva la notizia che il ministro-bis di DeusDraghi, Roberto Speranza ha firmato la Contro-Ordinanza: Stop allo sci fino al 5 marzo 2021. Ma in giornata a mettere il focus sull’emergenza Covid era già stato Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute, che si era già detto contrario alla riapertura degli impianti, chiedendolockdown totale e immediato. Fedriga su tutte le furie e fa battere immediatamente un ruvidissimo testo dall’ufficio stampa:

“Chiediamo al nuovo Governo di cambiare sistema perché evidentemente questo è un risultato fallimentare vista la decisione dell’ultimo momento che riguarda gli impianti da sci”.

“Già la settimana scorsa – prosegue Fedriga – si conosceva la situazione pandemica e bisognava avvisare quindi con il dovuto anticipo operatori e lavoratori del settore della montagna e non far pagare un’ulteriore perdita per quanto riguarda l’organizzazione delle riaperture. Un danno che si somma alla perdita che c’è già stata e che ci sarà”.

Fedriga indica come “necessaria” una ristrutturazione dell’organizzazione del Comitato tecnico scientifico, “perché – rincara – non ci possiamo trovare ancora in questa situazione: in mezzo a questa indecisione a rimetterci sono le imprese e i lavoratori”.

“Siamo consapevoli – prosegue il governatore – che il Governo si è insediato ieri ma il Cts era operativo e poteva prendere una decisione molto prima, come già accaduto per esempio per la questione degli spostamenti tra regioni nel precedente Governo”.

“Ora – conclude Fedriga – servono indennizzi veri e non i ristori che abbiamo conosciuto fino ad adesso: ringrazio i ministri Giorgetti e Garavaglia che vogliono andare proprio in questa direzione”.

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