9 Dicembre 2021 - 1:52 pm


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Polveriera Trieste Exxx…Polzive!!! Puzzer si è dimesso. I portuali di Trieste decretano la fine del sindacato confederale. Puzzer: La battaglia per togliere il Green Pass continua. Il caso Samer. Ci pigliano per il culo

Pochi minuti fa in rete è apparso un comunicato del portavoce Stefano Puzzer in cui il portuale annunciava le dimissioni dal Clpt di Trieste. Puzzer ribadisce che «la decisione è soltanto mia e non è stata forzata da nessuno». 

Dopo il dietrofront sulle voci che davano per certo il ritorno al lavoro dei portuali, il clima al molo 4 del capoluogo friulano diventa ancora più incandescente. Il presidio continua. L’obiettivo è quello di ottenere un risultato storico: togliere l’obbligo del Green Pass. 

Ma é il dato politico a rendere clamorosa la protesta. Gli autonomi, il Comitato dei Portuali di Trieste, ha messo in un angolo il sindaco confederale italiano. Filogovernativamente impaurito ed assente su tutta la linea. I segretari come Landini che viaggiano in Audi A8 da 100mila euri, non rappresentano più gli operai, ma sono quelli che lisciano il pelo ai poteri forti. E i portuali lo hanno capito.

Trieste, al centro di una rivoluzione formidabile, diventata improvvisamente il simbolo della lotta della classe operaia del nuovo millennio. Ciccio Puzzer e i suoi, entreranno nel prestigioso Pantheon italico.

Riavvolgendo il nastro della storia, i portuali hanno sempre rappresentato in Italia la punta di diamante nella lotta per la libertà e la democrazia. Lo furono quando bloccarono i porti nelle manifestazioni contro la Legge Truffa, contro il governo Tambroni e quando fecero da argine contro il terrorismo. Oggi Trieste, è diventata baluardo di libertà e presidio in difesa dei diritti degli operai contro le pance piene e le lingue gonfie del sindaco confederale.

Il portavoce Puzzer osserva: «Voglio premettere che i lavoratori sono liberi come son stati liberi ieri, lo sono oggi e lo saranno anche domani. Siamo qui – prosegue Puzzer – per la libertà di scelta. Quello che noi abbiamo detto e mai il contrario, è che la battaglia è stata vinta perchè abbiamo ottenuto di fissare un incontro a Roma il 30 ottobre. Per noi – insiste il portavoce – è un grande risultato, ma non è una battaglia finita. Noi non abbiamo mai mollato e anche stanotte eravamo qui in 200, ma occorre un segnale di responsabilità da parte di tutti. Voglio ricordare – conclude Puzzer – che ieri alla Samer, al molo 5, c’era un dipendente privo di Green Pass. E’ una testimonianza importante perchè dimostra che se i controlli non vengono fatti, il certificato non è uno strumento sanitario». Dal canto suo, il presidente della Samer, Enrico, ha replicato che “…il personale è fornito dall’agenzia per il lavoro portuale del porto di Trieste e quindi spetta a quest’ultima la responsabilità di controllare i dipendenti se sono dotati o meno di Green Pass”. Il presidio continua…

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