18 Ottobre 2021 - 4:24 pm


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CaligoElettorale Exxx…Polzive!!! I nipotini di Benito sparano veti a Grado. Pietro Del Frate prenota San Giorgio. Valvason sul velluto a Latisana.

I ducetti friulani, distributori di dottrine morali conformi alla loro pratica, pongono veti e profilassi elettorali per i candidati. A Grado i poltronari friulani respingono la presenza di Roberto Marin e, di conseguenza, il simbolo di Forza Italia. La riunione di venerdì sera sull’isola lo conferma. C’è il niet clamoroso contro Forza Italia da parte dei patrioti lagunari Borsatti e Clama. Malgrado il candidato sindaco Kovatsch, pupillo di tutta la sinistra di base riformista da Serracchiani a Martines, continui a rassicurare gli azzurri, il coordinatore Bonaldo la vede grigia: “Il veto su Marin da parte dei due di Fratelli d’Italia è assurdo”. Nella disputa si sono inseriti anche i redivivi dell’Udc che, col medico Zappalà, hanno iniziato a dare le prime indicazioni sulla formazione di una lista centrista a sostegno del presidente della casa di riposo Ardito Desio di Palmanova. L’operazione è funzionale a mascherare i simboli di alcuni partiti del centrodestra che scenderanno in campo il 3 e il 4 ottobre. Forza Italia esclusa. Un corto circuito elettorale che fa il paio con Latisana dove i ducetti del Tagliamento vorrebbero dettare le condizioni dopo che 5 anni fa hanno fatto perdere il sicurissimo bis  a Benigno e consegnato il comune a Galizio-Valvason-Lizzi. Per tutta benevolenza Fedriga ha premiato Lanfranco Sette con la presidenza dell’interporto di Cervignano 〈Fratelli d’Italia è la lista della coalizione che ha preso meno voti alle ultime regionali〉. Oggi, la caratteristica dei divoratori di poltrone tricolori si ripresenta con le appetitose opportunità di Grado e di Latisana. Veti e capricci. In questo senso per Valvason si apre un’autostrada che ha messo in difficoltà anche gli scoppiettanti esponenti di Progetto Latisana dove Simonin, alla ricerca di una definitiva incoronazione politica, fa il pesce in barile avendo capito che le resistenze dei Patrioti non fanno altro che consegnare il comune all’ingegnere Valvason con tanti saluti a Vignotto e Co.

Sul Nogaro le cose non cambiano. Vista l’indisponibilità di un nome sul quale Pietro Del Frate stava puntando come alternativa a se stesso, ha sciolto la riserva e, come riporta oggi il Messaggero Veneto, è pronto per la campagna elettorale. Il centrodestra resta alla finestra in attesa di temperare le diatribe interne e di tentare di agganciare il gruppo di Mattiussi, decisivo per contrastare la sicura vittoria di Del Frate

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