19 Luglio 2026 - 1:27 am


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BusiDiAsugi Exxx…Polzive!!! Trema il DG Poggiana per “l’ingiustificabile leggerezza gestionale” rispetto all’assunzione del pensionato Possamai. A Matera un caso analogo a quello di ASUGI. La Corte dei conti condanna il DG potentino a pagare 44.500 euro. Aveva trattenuto in servizio il direttore nonostante il pensionamento.

 

Poggiana nelle peste. Finisce a processo per il trasferimento di un primario in un locale non salubre ed e’ a rischio Corte dei Conti per il rinnovo della carica di dirigente a Possamai. Ne parla la stampa lucana per un caso analogo. La notizia è arrivata in territorio isontino a velocità supersonica. Su queste pagine avevamo informato i lettori di un caso di assunzione “furbetta” in Asugi, l’Azienda Sanitaria diretta da Antonio Poggiana disponeva: «Il DG con decreto del 03/01/2025 ha provveduto a rinnovare l’incarico di Direttore Amministrativo al dott. Possamai per la durata di cinque anni a decorrere dal 24/02/2025», periodo nel quale il medesimo supererà l’età anagrafica di settant’anni. Lo status del nominato è quello di pensionato e il conferimento dell’incarico in oggetto a persona in quiescenza risulta espressamente vietato dal 2014. Non è dato sapere se il rinnovo sia avvenuto con la corresponsione del trattamento economico riconosciuto al Direttore amministrativo e se, in caso di erogazione, il DG intenda farsi parte attiva per interrompere la ripetizione dell’erogazione del trattamento, evitando così il protrarsi di un possibile danno erariale». Dello stesso caso oggi ci informa “Il Quotidiano” che riporta: “La sezione d’appello della Corte dei conti ha condannato l’ex direttore generale dell’Azienda sanitaria di Matera, Piero Quinto, a pagare 44.449 euri per aver trattenuto in servizio  e regolarmemnte retribuito, l’ex direttore sanitario Andrea Sacco nonostante il suo avvenuto pensionamento. L’illegittimità del conferimento – insiste ancora la sezione d’appello – costituisce in definitiva il presupposto di antigiuridicità da cui è viziato il comportamento del dottor Quinto, nonché l’antecedente causale da cui discende il danno erariale subito dall’ente». Quanto poi alla colpa addebitata all’ex dg i giudici constatano che «l’appellato ha posto in essere comportamenti in palese violazione di una norma di azione, di facile interpretazione. In altri termini – conclude la Corte – , considerando che la prescrizione normativa cui doveva imperativamente essere conformata la condotta gestionale afferente all’impiego di un pensionato, per ragioni di età, della medesima amministrazione era di una chiarezza tale da non consentire alcun ragionevole spazio di opinabilità interpretativa e applicativa, deve ritenersi che gli scostamenti dal solco della legittimità siano dipesi da ingiustificabile leggerezza gestionale, che integra una condotta quanto meno gravemente colposa». Il DG Quinto è stato condannato a pagare le spese processuali e gli interessi sui 44mila euro al centro del processo. Un caso simile a quello di Vatta in ARPA (vedi Leopost).  

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