16 Aprile 2024 - 2:28 am


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FreeAssange Exxx…Polzive!!! Oggi si chiude l’udienza all’Alta Corte di Londra per bloccare l’estradizione in Usa del fondatore di Wikileaks. Rischia 175 anni di gattabuia. Il Consiglio Regionale Fvg respinge la mozione su una battaglia si libertà.

 

Pessima figura del Consiglio Regionale Fvg. Oggi è una giornata cruciale per la libertà d’informazione. Si gioca il futuro di un uomo che rischia 175 anni di carcere la cui colpa è solo quella di aver smascherato crimini di guerra. Esprimere solidarietà al giornalista Julian Assange e a chi difende la libertà di stampa: lo chiedeva la mozione a firma Rosaria Capozzi (M5S), a cui in seguito si è aggiunta Serena Pellegrino (Avs) con la condivisione di Furio Honsell (Open Fvg), ma è stata bocciata a maggioranza dall’Aula nella seduta di ieri.
L’esito del voto, infatti, ha visto i consiglieri delle Opposizioni sostenere l’oggetto della mozione, a parte Roberto Cosolini (Pd) che si è astenuto, mentre i consiglieri di Centrodestra si sono espressi contro, Stefano Balloch (FdI) a parte, anch’egli astenuto. Nel documento, la consigliera ripercorre i principali avvenimenti della vita dell’attivista e programmatore informatico australiano “al centro di un caso diplomatico e giudiziario che dura da anni” dopo che “nel 2006 aveva fondato il sito WikiLeaks per offrire uno spazio anonimo garantito ai whistleblower (segnalatori) disposti a rendere pubblici documenti sensibili, anche compromettenti per governi e relative agenzie e pertanto occultati”. Inoltre, nel 2010 aveva “rivelato tramite WikiLeaks documenti classificati statunitensi, ricevuti dall’ex militare Chelsea Manning, riguardanti crimini di guerra commessi dalle forze americane in Iraq e in Afghanistan”. Passando per varie vicende giudiziarie, Assange, si legge ancora nella mozione Capozzi, “dall’11 aprile 2019 è incarcerato in un istituto penitenziario di massima sicurezza a Londra, in seguito ad una richiesta di estradizione avanzata dagli Usa sulla base di accuse di cospirazione e spionaggio e una richiesta di pena fino a 175 anni di reclusione”. Altre riflessioni della consigliera pentastellata riguardano il fatto che “Assange non ha rivelato segreti militari o industriali. Non ha messo in pericolo nessuno. Il governo statunitense non ha saputo indicare, dopo 10 anni di inchieste, un solo caso di pregiudizio alla sicurezza nazionale o alla vita delle persone nominate nei documenti rivelati” e che “la giustizia inglese, dopo avergli negato l’estradizione nel 2021, a giugno 2022 ha ribaltato l’esito della sentenza e il Governo l’ha autorizzata”. “La trasparenza è un valore – aveva affermato Honsell – dunque si devono difendere tutti coloro che, a rischio della propria vita, utilizzino la trasparenza per promuovere valori come giustizia e libertà. Il rischio che corre Assange merita la nostra attenzione”. Dal presidente del Pd, Diego Moretti, era giunta una solidarietà personale, lasciando ai componenti del proprio Gruppo di esprimersi liberamente e poi una riflessione “sull’esercizio della libertà di stampa e le querele in cui incorrono molti giornalisti di inchiesta anche nel nostro Paese, per fatti che poi sono archiviati, e questo dovrebbe farci riflettere”. Serena Pellegrino aveva fatto presente l’azione simile che “il suo partito, Alleanza Verdi e Sinistra, sta portando avanti nelle amministrazioni dove è presente, con la richiesta di cittadinanza per Assange ottenuta a Roma, a Bologna e ora mi auguro che questa mozione sia approvata dal Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia perché la libertà di stampa e di pensiero devono essere riconosciute a livello universale”. Libertà di voto anche dal capogruppo di Fratelli d’Italia, Claudio Giacomelli, che si era chiesto quale possa essere “il movimento di opinione che il Cr Fvg può suscitare e quanto possa essere efficace” e aveva poi lodato la coerenza della consigliera Pellegrino, ma non quella della consigliera Capozzi, ricordando come, “nel 2021, il Parlamento avrebbe potuto far passare un provvedimento che concedeva rifugio politico in Italia ad Assange, ma registrò il voto contrario proprio dei pentastellati e dei democratici”. Giacomelli ha, quindi, letto le motivazioni di contrarietà espresse allora dall’onorevole Iolanda Di Stasio del M5S e ha condannato “chi, quando è al Governo e può agire non lo fa, mentre nelle amministrazioni locali deposita mozioni come quella in esame”. La replica della Capozzi non si è fatta attendere e ha sottolineato “l’importante azione presentata dai pentastellati a livello di europarlamento per Assange”. Si è detta inoltre “dispiaciuta della premessa sull’opportunità che il Consiglio regionale si esprima su una tale tematica dubitando del potere di incidere dell’Aula stessa. Confido nell’appoggio alla mia mozione, perché stiamo parlando di una situazione di diritto di tutela della libertà di stampa, e questo è un principio trasversale e non di parte”.

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