
Chi si fosse trovato a Grado (Go) la vigilia di Ferragosto, si sarebbe accorto che nel settore terziario (ristorazione) ha fatto il suo ingresso il sistema di organizzazione politica-industriale risalente al secolo scorso: il fordismo che, nel caso friulano, è stato perfezionato sui principi dello statunitense Taylor. Turisti disperati per via dell’incredibile misura applicata dagli esercizi pubblici in pieno agosto che impone la chiusura delle cucine alle ore 22. In questi giorni, le prime serate gradesi sono allietate da voci impetuose che rimbalzano da una calle ad un’altra: “Abbiamo chiuso la cucina”. Oppure: “La cucina chiude alle 22”. Avvisi perentori che nemmeno le notifiche delle udienze in Tribunale sono così precise. Ma Grado è Grado e la cosidetta “Isola d’Oro” pare sia in uggia ai turisti. Ma c’è l’alternativa, ed è costituita dai tagliolini al vinavil, quelli che nemmeno con 12 gin toni li mandi giù. Cosa resta del mese d’agosto in Friuli? Che il terzo settore (servizi e ristorazione) ha accolto il fordismo, un sistema che mira a una rigorosa pianificazione delle singole operazioni e fasi di produzione. La sua ideale collocazione è la catena di montaggio. In realtà la ristorazione dovrebbe essere gestita seguendo principi manageriali, tecniche amministrativo-contabili e strategie di marketing adatti al settore terziario. Ma il turismo in Friuli è appannato e se le presenze saranno inferiori a quelle dello scorso anno, si potrà sempre dare la colpa al maltempo. Nella località turistica preferita dalla grande puledra viennese Alma Mahler alle 22 scatta l’interruttore. Turisti kappaò.