
Per la rassegna “Estate di stelle” a Palmanova ieri sera si è esibito Antonello Venditti. In grande forma con camicia bianca d’ordinanza e Ray Ban a corredo. “Questa piazza per me è storica – ha esordito il cantautore romano – forse ho fatto più Palmanova, questa piazza, che qualche posto di Roma”. Vero! perciò applausi dei circa 4.000 presenti fra i quali molti sloveni e austriaci che Venditti saluta rigorosamente. Si comincia col monumentale intro di Also sprach Zarathustra di Strauss, cui segue Raggio di Luna. Il pubblico è pronto a proiettarsi nel mondo vendittiano con Bomba o non Bomba, seguita da brani intramontabili come Sotto il segno dei pesci, Giulia, Lacrime di pioggia, Peppino e Giulio Cesare. Su questo brano, che prende spunto dal nome liceo che ha frequentato, Venditti si è soffermato a lungo per spiegare la figura di Paolo Rossi che “non è il calciatore numero 20, quello che ci ha fatto conoscere in tutto il mondo. Il Paolo Rossi di “Giulio Cesare” è un ragazzo – spiega Venditti – il primo ragazzo del ’68 morto a Roma”. Questi sono i pezzi, con “Lacrime di pioggia”, che hanno condotto il cantautore verso il tema della serata con la sorpresa della cantante Elisa e marito chitarrista Andrea Rigonat che sono saliti sul palco. Tutti si attendevano che cantasse invece ha solo ricordato a Venditti che non ha preso la matura. Il brano Notte prima degli esami si apre con un ricordo nostalgico di un’estate fine anni Sessanta, quando appunto lo stesso giovane Venditti doveva accingersi a dare l’esame di maturità nel liceo classico che frequentava, il celebre Giulio Cesare di Roma. I “quattro ragazzi con la chitarra” non è difficile pensare siano, oltre allo stesso Venditti, che li ricorda: Francesco De Gregori, Giorgio Lo Cascio ed Ernesto Bassignano. Seguono riferimenti letterari, come i “pini di Roma” che rimandano al poema sinfonico di Ottorino Respighi, e anche politici, con “le bombe dell‘incertezza e i tumulti legati al terrorismo e ai movimenti studenti. Da “Notte prima degli esami” si passa a Qui e il ricordo dei fatti di Valle Giulia. Molti si aspettavano “Lilly” ma il cantautore spiega perché non verrà eseguita: “E’ lo specchio di un’intera generazione di sottoproletari e devastata dall’eroina. Mi son trovato in mezzo al tutto, eppure non mi sono mai fatto di niente”. Io ho già le mie doghe: “La prima è l’adrenalina, mi tiene sveglio. La seconda droga è l’amore. L’illusione dell’amore – racconta il cantautore -, poi c’è un’altra droga, quella totale: Roma! è la più grande droga mai costruita dall’umanità…”. La scaletta incombe e da “Qui” si passa a Non è la cocaina, Ci vorrebbe un amico, l’Ottimista (dedica a Craxi, e Bobo scrisse: “Duro attacco di Venditti al PSI”. Poi, confessa il cantautore, “siamo diventati amici”), Piero e Cinzia, Stella, Dì una parola, Che fantastica storia …, Unica, Amici mai, Alta Marea, In questo mondo di Ladri e il bis: Ricordati di me e Roma Capoccia. Ancora una volta Antonello ha entusiasmato il pubblico friulano accompagnato da. musicisti di alto livello: ai fiati Amedeo Bianchi da Cormòns, Maurizio M. alla chitarra elettrica, Roberta Palmegiani al violino elettrico, oltre ai cori e le percussioni. Estate di Stelle, la rassegna che trasforma la città patrimonio UNESCO in un palcoscenico d’incanto.