
Solo per ricordare agli smemorati che oggi si lamentano del calo di turisti nelle stazioni balneari friulane, che da oltre un anno, su queste pagine e nel silenzio più assoluto di una politica compiacente e sottana alle baronie locali, si scriveva di costi e servizi. E si riportavano le cifre degli incassi delle tasse di soggiorno di Lignano rispetto a Bibione: un abisso. Ma per “loro” tutto andava bene madama la marchesa. E i giornaloni locali facevano a gara per riempire le pagine di “veline” che riportavano cifre spaziali e presenze eccezionali. Tanto bastava per gabbare i furlani che si beveveno tutto. Ma il bluff non poteva durare a lungo (se ne accorsero solo alcuni consiglieri comunali di Lignano) e l’inizio di questa stagione lo sta dimostrando. Nell’aprile di un anno fa “Leopost” riportava:
«Friuli Libero. Libero dalle corporazioni e dai monopoli del mercato. Entro la fine dell’anno scadono tutte le concessioni balneari sul territorio italico. Su queste pagine ne abbiamo scritto in abbondanza e ci torneremo questa settimana con le novità di Grado e Monfalcone. Intanto però diamo conto delle osservazioni di un gruppo di lettrici. “Leopost” riceve alcune informazioni rispetto ai prezzi degli ombrelloni a Lignano per questa stagione (2024). La differenza è abissale. Dove c’è concorrenza (Sabbiadoro) i prezzi sono ridotti della metà. Dove c’è monopolio, Pineta e Riviera, i prezzi sono proibitivi. Pozzo (Riviera) e Ardito (Pineta) fanno ciò che vogliono. Gli esempi: A Pineta, periodo dal 16 giugno al 21 giugno 2024, ufficio 4, ombrellone con due lettini 122,40 euri. A Riviera, stesso periodo, ufficio 4, ombrellone e due lettini, 156 euri. A Lignano Sabbiadoro, 75 euri. Friuli libero. Si alla concorrenza, no al monopolio. Il report segnala che a Riviera il titolare della concessione non cura nemmeno i servizi essenziali. Mancano percorsi dedicati, docce, accesso bar. L’ombrellone costa più del doppio di Sabbiadoro».