11 Maggio 2021 - 11:53 am


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SqualiFriulani Exxx…Polzive!!! La presidente di Civibank di Cividale sbaglia data dei recessi delle azioni. 16 mila soci col fiato sospeso. A rischio la trasformazione in Spa. Il giallo delle filiali. Esclusivo.

Il grosso delle domande di recesso presentate direttamente agli sportelli o inoltrate via pec o con raccomandata è già arrivato, tuttavia la banca non commenta e rimanda ogni dichiarazione ufficiale a dopo il loro computo esatto e definitivo che si avrà non prima della prossima settimana. Un passaggio decisivo per il futuro dell’istituto di credito perchè fino a un controvalore di 13 milioni di euro di recessi si potrà procedere al riparto, se le richieste di recesso superassero invece la soglia dei 13 milioni, la trasformazione in Spa non verrà effettuata e conseguentemente le richieste non avranno seguito.

La iper presenzialista a reti e giornali unificati Michela Del Piero, aveva sbagliato la data dei recessi. Il comunicato della presidente rivela i tratti di un bidone friulano che i soci stanno annusando in queste ultime ore. Come mai non è stata data un’adeguata pubblicità al recesso delle azioni? Va detto che se i recessi rappresenteranno più di 13 milioni di quote, non si procederà al cambiamento in società per azioni.

Caos a Cividale, Ecco il testo della vergogna:

“La Banca di Cividale S.c.p.A. (la “Banca” o” CiviBank”) comunica, a parziale rettifica di quanto reso noto al pubblico in data 16 aprile 2021 mediante apposito comunicato stampa, che il termine finale per l’esercizio del diritto di recesso ai sensi dell’articolo 2437-bis del Codice Civile – pari a 15 (quindici) giorni di calendario dalla data di iscrizione della deliberazione assembleare avente ad oggetto la trasformazione della Banca da “Società Cooperativa per Azioni” in “Società per Azioni” (la “Trasformazione”) ovverosia il 15 aprile 2021 – è il 30 aprile 2021 e non il 1 maggio 2021″

Una figura di merda ducale che rivela lo stato schizofrenico e vischioso dei protagonisti che hanno portato la trasformazione dell’istituto da Popolare a Spa. Zone oscure in cui s’intravedono una volontaria mancanza di pubblicità, il macchinoso sistema di recesso delle azioni e il lavoro di fiancheggiamento pro Del Piero delle filiali. Un Friuli imbambolato e tradito dai pescecani di via Giovanni Paolo II a Udine. Come mai si è giunti a conoscenza solo oggi di questo recesso? Possibile che in questi 15 giorni la prezzemola presidente Del Piero non abbia contattato nessun sito, giornale, Tv o radio per comunicare ai soci i termini e le facoltà del recesso? Uno di scandalo planetario che rivela uno stato di malessere molto profondo fra i soci. Il problema è che se ci saranno tante richieste di recesso come sembra, significherà che la fiducia dei soci è venuta meno e su questo si dovrà fare una riflessione aprendo una discussione sulle scelte future. A rischio la governance di Del Piero.

A Cividale tira una brutta aria. L’associazione udinese Consumatori Attivi, che nella procedura di recesso sta assistendo oltre un centinaio di soci della banca, rilancia invece la richiesta di maggiore chiarezza nella gestione di una fase così delicata. Friuli infetto, regione malata.

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