24 Luglio 2024 - 8:47 am


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SanitàFvg Exxx..Polzive!!! La UilFvg pittura l’assessore Riccardi: Di che assestamento parla? Evita il confronto sulle liste d’attesa. A Udine mancano 3 milioni per il personale. Disastrose le conseguenze della manovra sulle Rar. Personale in fuga. Presidi ospedalieri ormai al collasso.

 

Durante i lavori della III Commissione del Consiglio Regionale di alcuni giorni fa, l’assessore Riccardi aveva dichiarato: «Con un investimento complessivo di oltre 170 milioni di euro proseguiamo anche in assestamento nell’azione di sostegno dell’intero sistema di Salute del Friuli Venezia Giulia. Si tratta di misure significative – frutto di una programmazione oculata e pianificata con straordinario anticipo rispetto al passato». L’annuncio è rimasto attaccato ai banchi del consiglio ed ha lasciato di stucco il segretario confederale della UilFvg Matteo Zorn e il Segretario Generale Stefano Bressan. I due dirigenti hanno prontamente replicato alla strombazzata estiva dell’assessore: «La regione viaggia a vista e senza guida sulle Rar; non ammette l’errore di aver introdotto il sistema della perequazione che è penalizzante per il personale sanitario pronto a fuggire dagli ospedali friulani. Si deve aprire un confronto – ribadiscono Zorn e Bressan – sulle liste d’attesa. A Udine mancano tre milioni di euro e servono assunzioni in deroga». Per Zorn e Bressan di UilFvg «L’intervento della Regione Friuli Venezia Giulia sull’adeguamento delle risorse aggiuntive tra le Aziende sanitarie è stato profondamente sbagliato, oltretutto applicato senza alcun confronto sindacale. Adesso, queste risorse vanno di volta in volta reperite nel bilancio regionale, come avverrà nell’assestamento quest’estate. Con il risultato che le risorse stanziate saranno disponibili appena a settembre, il che significa che, per la prima volta in 20 anni, si rende impossibile programmare i progetti per il personale, ovvero la copertura degli obiettivi da raggiungere o con impegni orari o qualitativi. A quale voce si trovano le coperture per i dipendenti?». Gli effetti della manovra sulle Rar hanno prodotto cumuli di macerie in corsia e negli ambulatori. Per Bressan e Zorn «sono colpiti soprattutto i dipendenti del comparto in Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina, l’ospedale Irccs Burlo di Trieste e la dirigenza medica dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale».

Una considerazione: La sanità Fvg è al limite del collasso. «Noi confidiamo – afferma Stefano Bressan Segretario Generale UilFvg – che anche per la dirigenza medica dell’Asufc in assestamento di bilancio vengano stanziate queste risorse. Diversamente, sarà impossibile arginare la fuga del personale della nostra sanità pubblica verso il privato».
Riguardo lo scandaloso tema delle liste d’attesa, «In Friuli Venezia Giulia qualche azienda ha avuto un lieve peggioramento nella garanzia dei tempi delle prestazioni rispetto al 2023 (Asugi e Burlo nella priorità ‘breve’), ma nel complesso vi è un miglioramento, osservano Zorn e Bressan. Non certo per la legge contro le liste d’attesa a livello nazionale che ha un sapore di campagna elettorale, poiché si basa su dati parziali, non monitora tutte le prestazioni né indica quali garantire, non fissa una modalità per il calcolo dei tempi, e soprattutto non ci aggiunge risorse.
Pur non essendo la panacea per ogni male, il privato convenzionato va bene, ma non deve accollarsi solamente le attività più redditizie. Deve anche prendere le attività che non vuole, quelle meno redditizie, come le visite dermatologiche, neurologiche o urologiche», spiega Bressan. Ed evidenzia l’importanza, sempre per le liste d’attesa, del capitale umano. «Oltre alla mancanza del personale, il personale già in servizio non è quello realmente registrato – riferisce il segretario generale della UilFvg – Il 30% del personale infermieristico ha limitazioni, quindi non svolge pienamente la sua attività, e il personale Oss arriva quasi a una percentuale del 40%. Per esempio: gli organici non sono adeguati. Si registrano percentuali pari al 30-40% di inidonei. Per rendere l’idea è come se su 10 infermieri, 3 o 4 non fossero capaci di svolgere il proprio lavoro. Chi sopperisce alla carenza? Coloro che sono attrezzati a farlo. E qui scatta l’annoso problema dei richiami in servizio che non devono essere retribuiti con i risparmi degli stessi lavoratori. Sono dati importanti dei quali bisogna tenere conto quando vengono fatte le valutazioni sui tetti di spesa delle singole aziende». Le promesse non bastano più. E il segretario confederale UilFVg Matteo Zorn avanza le proprie richieste che devono partire dall’«apertura di un confronto per dare una risposta definitiva sul tema delle risorse aggiuntive per i lavoratori del comparto e sulle liste d’attesa. Bisogna impegnare risorse affinché le Aziende sanitarie possano fare assunzioni a termine, ad hoc per smaltire in modo significativo le liste d’attesa, in deroga ai limiti di spesa per il personale». Mancano 3 milioni di euri e il personale è in fuga. Per i direttori generali e per l’assessore questa sarà un’estate caldissima. 

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