27 Maggio 2022 - 5:31 pm


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ReportRai3 Exxx…Polzive!!! Cormons (Go) al centro di un caso di spionaggio Internazionale: Nel 2021 Giovanni Panzera incontrava in Friuli agenti segreti russi poi espulsi

Su Report di lunedì sera è andato in onda un interessante servizio riguardo il Friuli e una clamorosa operazione d’intelligence dei russi sul Collio. Un cimitero situato fra il Friuli e la Slovenia diventato un formidabile “schermo” per agenti segreti sovietici. Il cimitero di Brazzano di Cormòns è l’unico in Europa che conserva le salme dei militari russi. Vi sono sepolti circa 111 soldati caduti nella prima guerra mondiale. Giovanni Battista Pazienza è il presidente della “società cormonese Austria” impegnata a proteggere la memoria dei caduti russi in Friuli e da qualche anno è l’interlocutore dei diplomatici di Mosca che giungono a Brazzano per celebrare i loro morti. Tempo fa Pazienza aveva segnalato all’ambasciata russa il camposanto e dopo un mese i delegati avevano chiesto subito informazioni al presidente cormonese. Poco tempo dopo, due militari erano giunti a Cormòns e fatto un sopralluogo. Si trattava di due militari in borghese. Uno dei due uomini inviati dall’ambasciata era nientemeno che Dimitry Ostroukhov l’uomo che era salito sull’auto di Walter Biot, l’ufficiale della marina arrestato un anno fa per per il presunto scambio di documenti segreti della Nato.
Dimitry si è fatto fotografare col friulano Pazienza di fronte al monumento ai caduti del cimitero di Cormòns (vedi foto).
Secondo Report, il presidente della società cormonese avrebbe allacciato rapporti diretti anche con Alexey Nemudrov, il secondo agente espulso dopo l’arresto di Walter Biot.
Il 22 marzo 2021, otto giorni prima dell’arresto di Biot, i carabinieri di Gorizia avevano firmato una informativa riservata nella quale veniva segnalato il rapporto fra Panzera e i Russi. I due addetti militari giunti a Brazzano, con la scusa del cimitero, potevano essere agenti dei servizi di intelligence russi. In una nota inviata alla procura militare nel luglio 2021, i Carabineri del Ros, che hanno in carico l’indagine sull’ufficiale della Marina Biot, avevano segnalato un particolare di assoluta rilevanza: Quanto riferito dall’Arma territoriale di Gorizia, rispetto alla presenza di russi sul Collio, faceva ritenere che l’AISI, l’intelligence italiana, avesse iniziato a reperire informazioni sui rapporti fra Panzera e i rappresentanti diplomatici russi già prima dell’arresto di Walter Biot. Secondo Report l’attenzione diplomatica anticipa sempre lo scontro bellico.
Ma c’è un retroscena clamoroso: prima di abbandonare l’italia, i diplomatici russi lasciano agli amici di Cormòns pacchi di mascherine anticovid che erano le stesse che i sovietici avevano inviato in Italia nel 2020. Un pretesto che, secondo alcuni, avrebbe dovuto celare un’operazione di spionaggio nel nostro paese. In quel tempo, per Cormòns transitavano agenti e diplomatici russi tanto coinvolti nella vicenda degli aiuti sul Covid, quanto nel caso Biot. Dopo l’arresto dell’ufficiale della Marina, i servizi d’intelligence italiani avevano convocato Giovanni Battista Panzera per capire qualcosa di più coi russi di Cormòns. Si evince che l‘AISI, il nostro servizio di sicurezza interno, già da tempo stava monitorando i movimenti attorno al cimitero. Comprese le relazioni di Panzera di Cormòns.
Occorre rilevare che Report ha svelato un caso di spionaggio internazionale maturato sotto il naso dei friulani. Perché é stato messo in piazza l’arresto di Biot che ha scambiato informazioni riservate per soli 5.000 euri? Perchè c’è stato un imput politico e l’Italia aveva bisogno di rassicurare gli alleati che la fedeltà alla Nato non era in discussione. 

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