28 Novembre 2021 - 8:59 pm


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PolverieraUdine Exxx…Polzive!!! Caso Contarena. La Soprintendete Bonomi incenerisce la segretaria cittadina della Lega: Nulli tutti i contratti in concessione. Ballano esercizi commerciali e milioni di euri.

Alcuni casi sono già emersi. Il primo, quello noto, è relativo al Contarena il secondo ai nuovi bandi assegnati. La società Spritz Time Srl ha depositato stamattina in Tribunale una richiesta di risarcimento per danni nei confronti del comune di circa 1 milione e 560mila euri, mentre i vincitori del bando del Piccolo Bar e dello Zecchini non hanno ancora firmato alcun contratto. Il settore del terziario di Udine nel caos più totale. Arroganza, prosopopea, spocchia, provincialismo, contado e altri ingredienti hanno lacerato il tessuto economico della città più elegante del Nord.    

Oltre al Contarena, sono circa una 30ina – compresa casa della Contadinanza – gli esercizi commerciali che svolgono la propria attività in spazi ricavati all’interno di beni storici vincolati. Nel 2019, l’assessora Laudicina, segretaria cittadina della Lega, aveva annunciato pomposamente che con le modifiche da lei e ‘solo da lei’ apportate, i commercianti sarebbero stati avvantaggiati: “Più trasparenza e misure efficaci per chi investe”. Disse. Un flop clamoroso certificato nientemeno che dalla soprintendente Simonetta Bonomi che, rispondendo a una richiesta di chiarimenti della Spritz Time Srl di Udine (Contarena) ha ribadito: “Da un esame del registro di protocollo informatico della Soprintendenza per i beni architettonici del Friuli Venezia Giulia e di questa Soprintendenza, nel periodo dal marzo 2016 al luglio 2019, non risulta agli atti alcun fascicolo istruito per un’autorizzazione preventiva relativa a Palazzo D’Aronco”. Cosa significa?  Semplicemente che per la locazione in uso o la concessione degli immobili pubblici vincolati e di interesse culturale, l’utilizzazione deve essere autorizzata dai competenti organi del ministero della Cultura. A Trieste non è mai arrivato nulla come rileva Piero Camber, coordinatore dell’area giuridico amministrativa del Ministero della Cultura presso la sede di Trieste che ha risposto ad alcuni commercianti interessati all’oscura vicenda. Per Camber risulta che il comune di Udine “non abbia mai chiesto per nessuno l’autorizzazione al Ministero della Cultura”. Occorre ribadire che per concedere in locazione o concessione i locali è obbligatoria la dichiarazione della Soprintendenza.

Dopo queste osservazioni, gli sbagliati rischiano di mandare a carte quarantotto le casse del comune. C’è molta preoccupazione fra gli oltre 25 commercianti locatari degli esercizi nei locali che si trovano all’interno di beni storici vincolati. Secondo il codice dei beni culturali e del paesaggio, “gli atti giuridici in genere, compiuti contro i divieti stabiliti dalle disposizioni del Titolo I della Parte seconda, o senza l’osservanza delle condizioni e modalità da esse prescritte, sono nulli”. Una 30ina di attività commerciali di Udine nel caos. Intanto Fontanini-Laudicina sono rapiti dalle luminarie; le attività commerciali senza futuro.

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