27 Maggio 2022 - 5:32 pm


Il blog dei badilanti

radiobadile@gmail.com
Breaking News

OrgoglioFriuli Exxx…Polzive!!! Il comune di San Vito dà parere negativo alla Kronospan: mancano i titoli di proprietà. Il piazzista Gerolin aveva promesso terreni fantasma agli austriaci. Approvato inutilmente il Pac.


 
Una nuova battuta d’arresto si abbatte sull’insostenibile progetto di Confindustria Alto Adriatico, serva degli austriaci, di intossicare la bassa pordenonese. Oltre ai due pareri negativi da parte del comune inviati alla regione, gli uffici non sono soddisfatti della relazione sul progetto della Silva Srl collegata alla Kronospan. Sono state chieste nuove integrazioni.
Nel frattempo, il Pac relativo alla zona industriale Ponterosso di San Vito al Tagliamento è stato approvato. Ora, con molta probabilità verrà impugnato dalla Fileo che è la proprietaria dei terreni sui quali invece la Kronospan aveva dichiarato essere nelle proprie disponibilità. Il piazzista Daniele Gerolin aveva coglionato gli austriaci facendo loro credere che i preliminari fossero già firmati e nei cassetti della Zona Industriale Ponte Rosso. Nulla di più falso. Quindi la famigerata “Giunta aperta” del comune di San Vito ha approvato poco fa e all’unanimità il piano attuativo adottato nell’agosto scorso dal sindaco Di Bisceglie. A dare gli ordini all’esecutivo sanvitese è apparso anche il ducetto della Delizia, Michelangelo Agrusti (nei casini a Treviso per tentata corruzione a un ufficiale della Tributaria) che sorvegliava l’ordine dei lavori. Un atto inutile, uno specchietto per gli allocchi che circondano il Benito-Remix cui gli è toccato subire una clamorosa asfaltata. GloryToFriuli! Il dirigente del comune ha inviato ieri, 12 maggio, agli uffici della regione i pareri negativi rispetto alla Kronospan partendo dalla questione dei terreni. Ecco il brano:
“Alla data attuale, nella procedura AIA avviata (SGRIF_PN/AIA/111), risultano ancora assenti i documenti a dimostrazione della titolarità dei terreni. Osservato che più della metà dei terreni oggetto dell’intervento ad oggi risultano di altri proprietari. Si ricorda che il Comune di San Vito al Tagliamento potrà rilasciare i relativi titoli abilitativi solo nel rispetto della L.R. 19/2009, ovvero che: “La domanda per il rilascio del permesso di costruire o la segnalazione certificata di inizio attività sono presentate dal proprietario dell’immobile o da altri soggetti nei limiti in cui è loro riconosciuto il diritto di eseguire le opere.”
Gianluca Maiarelli, già sindaco di Tavagnacco (Ud) è il responsabile area ambiente e territorio del comune di San Vito al Tagliamento, è lui che ha firmato il documento inviato alla regione in cui il comune dà parere negativo circa gli aspetti emissivi e di salvaguardia della salute dei cittadini. Non regge il progetto di avvelenare l’area sanvitese con tre ciminiere alte 40 metri a ridosso del Tagliamento e nei pressi di due scuole materne. Risulta sbilanciata la valutazione cumulativa con l’impianto della ditta Kronospan rispetto alla domanda di autorizzazione integrata ambientale per il recupero di 650mila tonnellate all’anno di rifiuti speciali. Il ducetto e i suoi pretoriani di San Vito, Gerolin, Mascherin, Barel e Cendella asfaltati dal dirigente friulano. Gerolin aveva promesso alla Kronospa terreni che non erano nella sua disponibilità e il confindustriale di stampo sovietico Agrusti, si era infuriato perchè un concorrente li aveva acquistati. Inoltre, viene evidenziata la questione della qualità dell’aria. E qui c’è un ulteriore parere negativo. Scrive Maiarelli: Appare doveroso sottolineare la possibilità che alcuni gruppi suscettibili della popolazione (persone che soffrono di asma, malattie coronariche, BPCO e altre condizioni e malattie croniche) possano essere danneggiati dall’esposizione a breve termine a concentrazioni elevate di PM10″. Nel merito l’ASFO è chiara e conferma  che l’impatto negativo del nuovo insediamento provoca un peggioramento della qualità dell’aria per quanto concerne le PM10, e quindi della salute non solo circoscritto all’impianto, ma anche alle zone abitate di San Vito centro, Madonna di Rosa, Rosa Ligugnana. In merito ai posti di lavoro, Maiarelli precisa: “A fronte di un incremento dichiarato complessivo (Silva+Konospan) di 105 addetti a cui si sommerebbero 22 lavoratori esterni, è possibile ipotizzare la perdita, in conseguenza della realizzazione dell’impianto, di 20 dipendenti della cooperativa di gestione dell struttura a scopo sociale che si trova a pochi metri dall’impianto “Volpe sotto i gelsi”; 15 ragazzi con disabilità; ricadute negative occupazionali sul comparto alimentare all’interno della zona industriale. In questo senso, l’effetto occupazionale non può essere considerato come un elemento positivo per la comunità, essendo più probabile un numero di assunzioni complessivo minore rispetto lo stato attuale. Bocciati. 

Related posts