18 Maggio 2026 - 9:02 am


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LorenzùtComandùt Exxx…Polzive!!! C’è un caso Maggioni anche in comune a Trieste. Dipendenti terrorizzati dal potere del Direttore Generale: Comanda più del sindaco e impone scelte agli assessori. Malumori a palazzo. Tira il triplo della Premier: circa 240mila euro/anno.

 

Aria tesa a palazzo Keba sede del comune di Trieste. Malumore fra i dipendenti ed esponenti di giunta per via delle “elargizioni” che il sindaco Dipiazza ha disposto per il Super Direttore Generale Lorenzut. Rumors dal palazzo rivelano che comanda più lui del sindaco. Impone scelte agli amministratori e decide la linea dell’amministrazione. Il malumore è tangibile. Anche per lo stipendio stellare che il sindaco Dipiazza gli ha riconosciuto. Dopo la felice collaborazione con il segretario generale Santi Terranova (tirava uno stipendio di 235mila euro/anno) ora in pensione, Dipiazza ha proposto di aumentare il compenso del Direttore Generale Lorenzut del 13% portando l’indennità da 210 a 238mila euro. Una cifra da stordimento pari a quella del capo dello stato e al limite della soglia dei 240mila euro imposta per i dirigenti della PA, ora abrogata. Trieste non si smentisce. Recentemente alcune parti sociali avevano chiesto lo stop agli aumenti del comparto unico Fvg: due sindacati si erano sflilati. Contestazioni che però non hanno spaventato la giunta Dipiazza visto il ritocco all’insù riconosciuto al contratto di LorenzutIl triplo della premier Meloni, ferma a 90mila dopo il “taglio” compiuto da Conte (era 98mila) e il doppio di alcuni ministri. La loro indennità mensile è di 10.435 euro lordi. Sulla misura del comune di Trieste, si fa sentire l’opposizione la cui delibera non è passata “in cavalleria” visto che sul rinnovo contrattuale del comparto unico si è discusso fino a poco tempo fa. A fronte delle richieste dei lavoratori di rivedere gli stipendi tenendo conto dell’aumento del costo della vita, la Regione ha infine stanziato fondi per un adeguamento del 9,5% (di cui 2% di welfare): un aumento tuttavia, limitato, e motivato dal centrodestra con la contrarietà della Corte dei Conti. Insomma: «Per i vertici come il direttore generale la politica le soluzioni le trova, per i dipendenti si ferma a metà». Un caso simile a quello di Monica Maggioni. Le dimissioni da dipendente Rai dopo circa 33 anni e contestualmente la firma di un contratto per la  realizzazione e la conduzione di programmi d’approfondimento come ‘In Mezz’ora’ e ‘Newsroom’. Monica Maggioni ha scelto la strada già percorsa da altri giornalisti di lungo corso della Rai, come Bruno Vespa: un contratto da esterna all’azienda per dedicarsi alla scrittura e alla conduzione di programmi d’informazione. Un contratto da esterna (più vantaggioso…) che vale circa 240mila euro/anno. 

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