15 Gennaio 2026 - 8:49 pm


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ItalianiSugliAeroplani Exxx…Polzive!!! Ci sono i dazi? Niente paura ci salverà il settore militare. Un piatto ricco di 600 miliardi. Confindustria Alto Adriatico lancia la filiera della difesa, sono già 60 le aziende friulane che hanno aderito. L’iniziativa contestata dal “Patto per l’Autonomia”: Eticamente inaccettabile.

 

Per un motivo o per l’altro, l’Italia farà la sua parte nei focolai di guerra che stanno incendiando il pianeta. Il business delle spese militari fa gola (600 miliardi) e il presidente di Confindustria Alto Adriatico, Agrusti ha subito messo a terra una proposta per far girare l’economia friulana. Basti pensare che nel 2024, i 32 membri della NATO hanno aumentato la spesa militare a 1.506 miliardi di dollari, pari al 55% della spesa militare mondiale. Tutti i Paesi dell’Unione Europea hanno aumentato le spese militari. E in Friuli? Sono già una sessantina le aziende che tra PordenoneTrieste e Gorizia hanno manifestato interesse a entrare nella filiera della difesa. Lo ha reso noto Michelangelo Agusti (oggi al TgrRaiFvg), presidente Confindustria Alto Adriatico, che ha preparato un gruppo di lavoro dedicato. L’obiettivo è processare tecnologie e prodotti esistenti per individuarne il potenziale utilizzo in ambito militare. Anche per favorire collaborazioni con i grandi nomi della difesa, come Fincantieri e Leonardo, entrambe presenti in regione. La stessa Leonardo intende avviare a Ronchi dei Legionari una produzione di droni insieme alla turca Baykar che potrebbe generare un nuovo indotto. La spesa nel settore è attesa in crescita nei prossimi anni per via dei mutati scenari geopolitici e degli impegni presi dai Paesi Nato. Sull’iniziativa di Confindustria il gruppo del Patto per l’Autonomia-Civica FVG ha sintetizzato “eticamente inaccettabile” l’iniziativa. Per Agrusti, invece, è un’occasione,tenuto conto anche di situazioni di crisi che si sono manifestate nel settore della metalmeccanica e della meccanica fine, tutte concentrate sull’automotive“. Come superare il gap dei dazi? con le produzioni militari. 

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