si è purtroppo consumata – come temevo – la rottura del Popolo della Libertà nel momento della sua trasformazione in Forza Italia.
Con Angelino Alfano ed altri ho deciso di non aderirvi dopo avere lungamente sperato in una mediazione che non si è prodotta. Ne avverto tutto il peso politico …e personale perché sono consapevole che il centrodestra italiano si indebolisce e perché rimango profondamente legato alla persona di Silvio Berlusconi, vittima di una ingiusta aggressione giudiziaria dalla quale continuerò a difenderlo ovunque mi sarà consentito.
Ho scelto tuttavia di proseguire il mio impegno politico nel “nuovo centrodestra” sulla base di una elementare convinzione circa il bene del nostro Belpaese. Non mi rassegno all’idea di una prossima consultazione elettorale della quale sarebbero inevitabili protagonisti Renzi e Grillo che considero due facce della stessa medaglia. Quella del populismo cinico giocato sulla pelle di una società stremata dalla crisi economica e disorientata dall’instabilita’ istituzionale.
Comprendo ma non condivido la volontà di reagire alla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore della Repubblica con la fine dell’unico Governo possibile sulla base del risultato elettorale. E’ proprio di fronte ad un evento così traumatico per la nostra democrazia che mi appare necessaria una reazione lucida nel nome di quel superiore interesse della nazione che oggi richiede la continuità del governo e della legislatura.
Conosco bene i limiti della coalizione anomala che abbiamo peraltro voluto proprio noi senza eccessive illusioni circa la disponibilità del Partito Democratico alle riforme della giustizia. Abbiamo assegnato al governo Letta limitati compiti in funzione dell’accompagnamento della crescita prevista nell’eurozona e della riforma del sistema elettorale.
Ci vengono richiesti dal nostro corpo elettorale (Nostro??? quale? ndr) come abbiamo avvertito nel crollo (conosci qualcuno responsabile del “crollo”? ndr2) di consenso registrato dai sondaggi quando abbiamo ipotizzato la crisi di governo. Sappiamo che nel governo e nella maggioranza il nostro compito e’ quello di ridurre il peso dello Stato in termini di spese e tasse. Per la prima volta la legge di stabilita’ apre un percorso di questo tipo se poniamo limiti e responsabilità alla capacità impositiva dei Comuni e realizziamo nel 2014 la spending revew. E la domanda dell’Italia che produce e che lavora coincide con il nostro interesse a prendere tempo per rinnovare l’offerta politica del centrodestra affinché possa confermare la sua vocazione maggioritaria.
Non riesco a comprendere la ragione per cui dovremmo rassegnarci ad una testimonianza minoritaria di fronte alla probabile vittoria di una sinistra resa ancor più pericolosa dalla guida di un leader che usa la sua giovane età e la domanda di novità nella vita pubblica per superare i principi etici della tradizione nazionale e per realizzare un confuso progetto di puro potere. Una sorta di vaso vuoto disponibile ad essere cinicamente riempito da gruppi di pressione interni ed internazionali che non si propongono trasparentemente al giudizio elettorale.
Qualcosa di molto peggiore della sinistra storica, anche perché il suo approccio demagogico sarebbe il peggiore viatico per la risoluzione della anomalia giudiziaria che affligge la società italiana in ogni sua dimensione da quasi vent’anni bloccandone le possibilità di ripresa. E a questo proposito vorrei un centrodestra capace di affermare lo Stato di Diritto in ogni circostanza senza mai indulgere a tentazioni giustizialiste. Soprattutto, vorrei quanto prima un passo concreto nella affermazione della responsabilità civile dei magistrati e, in prospettiva quelle riforme più profonde del nostro ordinamento giudiziario che in molti anni non siamo riusciti a realizzare.
Ho aderito al progetto di Angelino Alfano perché lo so impegnato a difendere principi come questi o come quelli relativi alla difesa della vita e della famiglia – che costituiscono la premessa di ogni buona politica pubblica – e perché gli riconosco quella ambizione maggioritaria che può condurlo a costruire nuove alleanze ed a recuperare lo stesso rapporto con il nostro fondatore sottraendo la nuova Forza Italia all’isolamento dell’estremismo.