11 Giugno 2026 - 5:53 am


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GurrieriGuerrieri Exxx…Polzive!!! Il commissario del porto delle nebbie di Trieste fa saltare il banco della Commissione Senato: Si dimette da commissario straordinario e rinuncia alla nomina a presidente. Quanto pesa l’inchiesta sul presunto riciclaggio a suo carico? Ruggine Lega-Fratelli d’Italia.

La formalizzazione della nomina di Antonio Gurrieri a presidente del porto di Trieste è all’ordine del giorno della Commissione trasporti del Senato in programma domani mattina. Che accadrà dopo le dimissioni dell’aspirante? In ogni caso, oltre alla questione giudiziaria emerge quella che forse ha determinato lo sconquasso attorno al porto di Trieste. Quella politica: Gurrieri è uomo messo alla guida del porto dalla Lega e non è un mistero che Fratelli d’Italia non sia convinta della scelta. E oggi il Commissario straordinario del Porto di Trieste ha rinunciato alla nomina a presidente e contestualmente si è dimesso anche dalla carica di Commissario. Gurrieri ha reso note le sue dimissioni sul sito dell’Autorità portuale e inviato una lettera al ministro dei trasporti Salvini e per conoscenza al presidente della Regione. Da ricordare che il commissario risulta indagato dalla Procura di Trieste per riciclaggio in una inchiesta che riguarda fondi ricevuti dall’estremo oriente e l’attività di una società privata di consulenza e di formazione con base in Austria. Al di là della considerazione per le sue competenze espresse anche recentemente da esponenti del Governo e della maggioranza di centro-destra, evidentemente l’inchiesta aperta a Trieste ha avuto l’effetto di rallentare la sua nomina e di aprire un vulnus, che lo stesso Gurrieri ha voluto risolvere facendosi da parte. Che accadrà ora? Potrebbe rientrare nei giochi Vittorio Torbianelli, che aveva già ricoperto proprio la carica di commissario straordinario, dopo la presidenza di Zeno D’Agostino e prima di Antonio Gurrieri. Riguardo l’inchiesta della Procura di Trieste, gli inquirenti dovranno far luce sulle consulenze se siano state rese note all’Autorità portuale o meno. Il commissario deve rispondere dei bonifici incassati da una società operante in Austria. Nel mirino ci sarebbero le consulenze private e somme di denaro ricevute da una delle società di cui Gurrieri è a capo, da parte di aziende asiatiche. Gurrieri ribadisce: “Proteggo l’istituzione e la mia lealtà”.  Dal sito dell’Autorità:  

«Trieste, 29 luglio 2025 – Antonio Gurrieri ha annunciato oggi, in una nota inviata al Ministro Salvini ed al Presidente della Regione Fedriga, la decisione di rassegnare le proprie dimissioni dall’incarico di Commissario Straordinario dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, rinunciando nel contempo anche alla candidatura a Presidente dell’Ente. La scelta è maturata in autonomia con l’intento di tutelare l’Istituzione in un momento in cui l’attenzione pubblica rischia di allontanarsi dal merito dell’azione amministrativa e strategica in corso. È stato quindi fatto un passo indietro per consentire all’Autorità Portuale di continuare a lavorare nel clima più disteso possibile, nell’ottica di traguardare le sfide che attendono i porti di Trieste e Monfalcone. Antonio Gurrieri dichiara: «Ho scelto di rassegnare le dimissioni per senso di responsabilità e nel rispetto dell’Autorità che ho avuto l’onore di guidare, anche solo per un tratto del suo percorso. La mia carriera, lunga oltre trent’anni in questo Ente, si è sempre contraddistinta per l’osservanza delle regole e il rigore istituzionale. In questo contesto, ribadisco che non sono indagato né per le mie attività passate e presenti presso il Porto, né per il mio incarico in Alpe Adria, ma per questioni private su cui farò chiarezza. Prendo atto – continua Gurrieri – del clima che si è venuto a creare, in parte alimentato da interessi che nulla hanno a che fare con il bene del porto, e ritengo che il miglior modo per proteggere l’Ente e le sue prospettive di crescita sia oggi fare un passo indietro, affinché l’attenzione torni dove deve: sul futuro dello scalo e della sua comunità. Ringrazio sentitamente tutta la comunità portuale, le rappresentanze sindacali, i dipendenti dell’Autorità e le Istituzioni per la collaborazione e la fiducia dimostrata. Resto convinto che il Porto di Trieste continuerà ad affermarsi come motore strategico e internazionale del Paese e non dimenticherò le persone che mi hanno sostenuto con affetto in questo periodo».

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