23 Aprile 2021 - 6:39 pm


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GreppiaFriulana Exxx…Polzive!!! Fedriga e Roberti ingolosiscono e illudono i trombati col ritorno delle province in Fvg. La norma rischia la bocciatura della Corte Costituzionale. Il nuovo governo dovrà nominare i 3 componenti della Paritetica. Esclusivo.

E’ il nuovo corso leghista-europeista di Giorgetti nato ieri col governo Draghi e che in Friuli si traduce con la moltiplicazione di poltrone in favore degli assetati di mesate o i trombati alle elezioni. Nella seduta di giunta regionale di ieri è stata approvata una norma che, modificando un decreto legislativo del ’97, consente il ritorno all’elezione diretta negli enti intermedi come il nascente “Ente di Decentramento Regionale” enti rappresentativi delle comunità territoriali…

Detto brutalmente la Lega vuole ritornare all’elezione diretta degli amministratori del “furbetto” ente intermedio. Costo dell’operazione, oltre 20milioni di euri che serviranno per sistemare i trombati. Tuttavia il percorso, per sfiga degli illusionisti, appare piuttosto complicato. Occorre modificare lo statuto che nella nostra regione è di rango costituzionale. Primo escamotage: per aggirare lo scoglio, Fedriga ritiene sufficiente il passaggio in commissione paritetica Stato-Regioni. E qui si materializza il primo ostacolo: Il nuovo governo dovrà sostituire o confermare i 3 componenti di sua competenza: Maria Serena Giraldi, Francesco Peroni e Ivano Strizzolo. Presidente dell’organo è il prof. Peroni. Il secondo ostacolo è quello dell’approvazione del magheggio: il consiglio dei ministri dovrebbe ingoiare una modifica pro-trombati mascherata dal pomposo: “ente in grado di raccogliere le istanze e rispondere ai bisogni dei cittadini”. Il terzo ostacolo è quello della Corte Costituzionale. Nel 2018 i giudici bocciarono la legge della regione Sicilia in cui il presidente Musumeci voleva introdurre l’elezione diretta dei nuovi enti intermedi.

La legge sull’elezione diretta del presidente e dei consiglieri provinciali era stata varata dall’Ars siciliana e venne impugnata dal governo Gentiloni perché in contrasto con la legge Delrio. Secondo i giudici della Corte costituzionale la legge siciliana di fatto faceva venire meno la semplificazione avviata nel resto del Paese con la legge Delrio. La Sicilia, di fatto come il Friuli VG oggi, puntava a rimettere in piedi le Province così come erano prima. I deputati dell’opposizione tuonarono: “La Corte Costituzionale ha finalmente fatto chiarezza. In tutto questo tempo il centrodestra si è scatenato, alimentando illusioni sul ritorno alla ‘vecchia elezione diretta’ che avrebbe chiamato al voto i cittadini, quando invece sapevano perfettamente che al 99% questa norma sarebbe stata dichiarata incostituzionale”. Mesate per trombati ai tempi del Covid.

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