28 Novembre 2022 - 4:22 pm


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GramoleElettorali Exxx…Polzive!!! Deroga al tetto dei 240 mila euri/anno ai dirigenti pubblici. Il recordman friulano era a Trieste: Il segretario Santi Terranova tirava 238mila euri/anno. Partite Iva senza mutande.

Il segretario e direttore generale del Comune di Trieste, Santi Terranova, ora in pensione, quando era alle dipendenze di Roberto Dipiazza tirava 235 mila euri/anno più spese viaggio. L’importo era compresso a 235 mila euri “ai fini del rispetto del limite stabilito dalla legge 89 del 2014”. In precedenza, i dirigenti della pubblica amministrazione potevano raggiungere un compenso che sfiorava anche i 300mila euri/anno. Santi Terranova è diventato un obiettivo, dopo il pasticcio vergognoso di ieri dove è passato sotto silenzio un emendamento al decreto Aiuti bis, in fase di riconversione in Senato, che deroga al tetto dei 240 mila euro per i dirigenti pubblici. La modifica è stata proposta dal senatore di Forza Italia Marco Perosino, ricandidato con il partito di Silvio Berlusconi. Titolo: «trattamento economico delle cariche di vertice delle Forze armate, Forze di polizia e delle pubbliche amministrazioni». pare che Draghi sia andato su tutte le furie. In ogni caso a noi interessa Trieste e i nuovi entrati al posto di Terranova che sono: Giampaolo Giunta, Segretario Generale e Fabio Lorenzut, Direttore Generale. Di costoro la pubblica amministrazione omette di pubblicare i compensi. Per quale motivo? Nella sezione amministrazione trasparente del Comune di Trieste i dati delle rispettive retribuzioni “non sono ancora disponibili”. Cosa ci sarà di tanto segreto da nascondere il compenso di due dirigenti. E’ troppo alto? Segue laa scia del predecessore Terranova? Lo scandalo è planetario, visto il momento che coloro che assicurano gettito fiscale nelle casse dello stato sono spremuti come limoni. Derogare il tetto già di per sé stellare dei 240 mila euri è uno schiaffo all’impresa in momenti in cui le bollette sono triplicate e l’inverno si presenta rigido. Draghi è al lavoro per cancellare la vergogna. Le ipotesi sono due. La prima: si fa un emendamento soppressivo al decreto Aiuti bis che domani si vota a Montecitorio. Ma questo ne complica l’approvazione, perché poi dovrebbe tornare in Senato e si allungherebbero i tempi. La seconda ipotesi, più praticabile: la norma che sopprime la deroga verrà inserita nel decreto Aiuti Ter che il governo dovrebbe approvare venerdì in Consiglio dei ministri. A quel punto, bisognerà solo stare attenti in fase di riconversione che qualche altra manina non inserisca una modifica del genere (che comunque avrebbe poi bisogno di un Dpcm, un Decreto del presidente del Consiglio per diventare effettiva). Gramole in campagna elettorale. 

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