11 Maggio 2021 - 12:36 pm


Il blog dei badilanti

radiobadile@gmail.com
Breaking News

Elena Boschi rade al suolo il peracottaro genovese. “La Stampa” sbaglia il nome di Serracchiani. Esclusivo

 

Una tragedia che si infila tra il ruolo naturale di padre e quello sociale di giudice e che viene in mente guardando il video di Grillo in difesa del figlio accusato dalla procura di Tempio Pausania di aver stuprato con tre amici una ragazza italo svedese nel luglio 2019, nella villa del comico genovese in Costa Smeralda. Non è un video dai soliti toni grotteschi e ferocemente abrasivi: Grillo si denuda dal ruolo di comico per trasformarsi in genitore disperato, travolto dalla macchina della giustizia, dalla fame dei media, dalla danza del sensazionalismo che si alimenta tanto più quanto il protagonista al centro del vortice è famoso, è un figlio di.

«Un video scandaloso – attacca la capogruppo di Iv Maria Elena Boschi – ti devi vergognare per parole di maschilismo che fanno torto a tutte le donne vittime di violenza che spesso impiegano settimane per denunciare». E Barbara Seracchiani, dal Pd, lapidaria: «Non c’ è amarezza di padre che tenga» e getti la colpa su «una ragazza che ha denunciato lo stupro».

Per Grillo il teorema dell’accusa è fondato sul nulla, si sbriciola di fronte a un video dove, rivela, «si vede passaggio per passaggio che» il sesso di gruppo con la ragazza sarebbe stato «consenziente» e non c’ è stata violenza per ben sei rapporti sessuali come sostiene l’ accusa. Nel video «si vede un gruppo che ride, si vede che sono ragazzi di 19 anni che si stanno divertendo, che sono in mutande e saltellano con il pisello perché sono 4 coglioni non 4 stupratori».

Related posts