19 Giugno 2024 - 6:31 am


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Corte dei Conti condanna l’ex direttore della sanità della Lombardia a pagare 175 mila euri. Aveva costretto Beppino Englaro a trasferire la figlia in Friuli.

 

Fonte, “TgLa7”.

“E’ stata una concezione personale ed etica del diritto alla salute”. Sulla base di questa motivazione la Corte dei Conti ha condanato in appello l’ex direttore generale della sanità della Lombardia Carlo Lucchina a pagare 175mila euro alla Regione, che dovette risarcire Beppino Englaro, per essere stato costretto a trasferire la figlia Eluana in Friuli Venezia Giulia, per vedere riconosciuto il diritto a sospendere le cure che la tenevano in vita artificialmente.

Eluana Englaro si spense il 9 febbraio 2009 a 39 anni di cui 17 passati in  stato vegetativo irreversibile in seguito a un incidente d’auto. Il padre Beppino, suo tutore legale, intraprese una battaglia civile per vedere riconosciuto il diritto della figlia a interrompere l’alimentazione artificiale. La ragazza in occasione della morte di un amico aveva chiaramente espresso le sue volontà in caso di perdita di coscienza.  Un sentenza storica della Cassazione nel 2007 stabilì che ciscun individuo può rifiutare le cure cui è sottoposto, se le ritiene inutili e degradanti. L’anno successivo la Corte di Appello di Milano autorizzò l’interruzione del trattamento. 

Nonostante questi pronunciamenti il direttore generale emanò una nota che spiegava che le strutture sanitarie  si occupano della cura dei pazienti, che comprende la nutrizione, quindi i sanitari che l’avessero sospesa sarebbero venuti meno ai loro doveri. Englaro si rivolse dunque al Tar che gli diede ragione ma le disposizioni non cambiarono ed Eluana morì in una struttura di Udine. La Regione Lombardia fu condannata a pagare 175mila euro alla famiglia per i danni subiti e per le spese di trasporto. 
Adesso in base alla sentenza della Corte dei Conti la cifra dovrà essere rimborsata da Lucchina, perchè ha compiuto “una patente violazione dei propri doveri di servizio” si legge nella sentenza. L’ex dg ha commentato che “sono state applicate  le direttive arrivate anche dall’avvocatura regionale” e valuterà se ricorrere in Cassazione.

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