2 Febbraio 2023 - 12:39 pm


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CinCinBalneari Exxx…Polzive!!! Grande festa a Lignano. I concessionari salutano con gioia il regalo dei BenitoRemix: Prorogare le scadenze. Polverizzate le paturnie sulla concorrenza e sul merito di Giorgia Meloni. Nuova infrazione con l’Europa.

 

Tra i Benito Remix la nostalgia della Camera dei fasci e della corporazioni dev’essere ancora forte. Lo dimostra l’ossessione con cui la ministra Santanché sta seguendo la faccenda delle concessioni balneari. Su queste pagine, sono stati riportati i numeri e i termini di due dei concessionari più importanti della regione: Lignano Pineta Spa e Sil di Riviera. A breve saranno pubblicati i canoni che le due società versano al Demanio. E così, il partito che con Crosetto, Bocchino, Rizzetto, Ciriani, Meloni issa la bandiera della concorrenza, del mercato e della meritocrazia, viene risucchiato dai fumi del ventennio: Fasci e Corporazoni. Nonostante una sentenza inappellabile del Consiglio di Stato, una della Corte di giustizia europea, una procedura di infrazione aperta sin dal 2009 e, soprattutto, canoni risibili a fronte di profitti spesso enormi, tutta la maggioranza (compresi i veneratori di Draghi), si trovano compatti nel chiedere di fermare la scadenza che imporrebbe l’obbligo di messa a gara delle concessioni dal primo gennaio 2024. I partiti di maggioranza, pressati dalla lobby del settore, hanno presentato tre emendamenti al decreto “Milleproroghe” in discussione al Senato. E lo hanno fatto a poche ore da un incontro del ministro degli Affari comunitari Raffaele Fitto (sempre contrario alle proroghe) con il commissario europeo Thierry Breton. Brindano i concessionari delle spiagge friulane, un pò meno gli utenti che non capiscono come sia possibile che migliaia e migliaia di metri quadrati di arenile e di strutture sia gestito, corporativamente, da poche persone. Il caso del passo barca sollevato dal consigliere Santin contro il concessionario Giorgio Ardito è esemplare (vedo leopost). Fasci e corporazioni e profumo di ricino in riva all’Adriatico. In queste ore fra Roma e Bruxelles è in atto un tentativo di mediazione per evitare una rottura. L’approvazione di un qualunque emendamento di stop alla riforma farebbe decadere la legge delega voluta dal governo Draghi in scadenza il 27 febbraio. Meloni è fra l’incudine e il martello. Da una parte ha la maggioranza compatta nel difendere le ragioni dei balneari, dall’altra l’Unione, con la quale si sono aperti molti dossier, dal Pnrr alla riforma del Patto di stabilità. Si chiamano procedure d’infrazione. Chi c’è dietro tutta questa operazione? Le indicazioni portano a Forte dei Marmi. 

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