3 Giugno 2023 - 2:56 pm


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CartaStraccia Exxx…Polzive!!! Più querele, meno copie. Tre giornalisti del Messaggero Veneto querelano leopost. Il quotidiano precipita nelle vendite: sotto 24mila. Il drammatico report del mese di gennaio.

Tre giornalisti del fu glorioso e illuminista Messaggero Veneto hanno querelato leopost. Il quotidiano che dovrebbe rappresentare lo spaccato di una comunità laica, liberale, democratica, multiculturale ed europea, si rivela un organo d’informazione intollerante, settario e reazionario. Oggi in Tribunale è stato aperto il dibattimento in merito alla seconda querela (la prima gli era andata male) che il dipendente del gruppo Gedi Mattia Pertoldi ha presentato contro Leopost. Il giudice ha fissato l’udienza per il giorno 23 maggio 2023. Gli altri 2 querelanti sono il pensionato Paolo Medeossi e la “terzista” Martina Delpiccolo (vedi foto, la signora a destra). Di costoro il Tribunale non ha ancora fissato la prima udienza. Un’attività giudiziaria intensa che si scontra con i recenti dati diffusi dall’Ads che hanno certificato il pauroso crollo del quotidiano di Viale Palmanova. Più querele, meno copie. Nel mese di gennaio 2023 il numero di vendite individuali cartacee é sceso a 23.956 copie giornaliere. Se si sommano quelle digitali, si arriva a 28.593. Dal 2022 al 2023 il crollo è stato del 10% ecco spiegato il motivo per cui Elkan vuole liberarsi il prima possibile dei quotidiani. Per converso il Corriere della Sera è di gran lunga, fra la sua categoria, il quotidiano più venduto in Italia con 135.584 copie cartacee vendute che, sommate a quelle digitali, raggiunge le 253.500. Per restare a Nordest, Il Piccolo di Trieste, mese di gennaio, totalizza 10.586 copie cartacee vendute che, sommate al digitale arriva a 14.411. Il Gazzettino, cartaceo, 28.967 + digitale, 46.355. Il Mattino di Padova 10.341 cartaceo + digitale 11.955. Molto male anche Repubblica, per il confronto nazionale: 136.698 copie cartacee che sommate al digitale fanno 155.703. Profondo rosso. Per il Messaggero Veneto il calo di vendite è costante, una perdita di circa 500 copie al mese. Un quotidiano stritolato dalla foga integralista dei suoi sacerdoti che costituisce una grave minaccia al futuro della libertà e alle garanzie costituzionali sul diritto di cronaca. Se le verità morali costituiscono oggetto di preferenze piuttosto che dell’esercizio della ragione, si crea una situazione difficile a livello pubblico. La congiura di viale Palmanova. 

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