18 Maggio 2026 - 8:42 am


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BusiDiAsugi Exxx…Polzive!!! UilFpl e Nursind fanno saltare le barelle al direttore Poggiana. Perché non risponde alle nostre richieste? Proclamato lo stato di agitazione. Disattese tutte le promesse sulla carenza di personale. Rischio chiusura unità operative degli ospedali di Gorizia e Monfalcone. Pesa su Poggiana l’accordo della vergogna sull’unificazione dei fondi aziendali sottoscritto da Fials, Cgil e Cisl. Lavoratori derubati di oltre 800 euri a testa. Il direttore sanitario Pittioni: “Situazione sotto controllo”. La replica: Ma dove vivi? Per l’estate riduzione di una 50ina di posti letto.

Il direttore sanitario di Asugi Daniele Pittioni, dovrebbe ringraziare il senso di responsabilità, competenza, passione e spirito di sacrificio che il personale sanitario di Asugi ha dimostrato in questi giorni. Nonostante le croniche carenze di personale, mai risolte da Poggiana, l’azienda è riuscita a garantire le ferie estive ai propri dipendenti. Sono annunciati, nell’area giuliana, una ventina di posti letto nelle medicine e nessuna chiusura nelle chirurgie. Nell’Isontino invece 20 posti letto delle medicine chiuderanno per un mese in alternanza, prima a Gorizia e poi a Monfalcone. Saranno inoltre ridotti i posti letto nelle Rsa, in tutto una trentina, nelle tre sedi di Gorizia, Monfalcone e Cormons. La catastrofe sanitaria in Asugi sta in queste cifre drammatiche. Ma il direttore Pittioni assicura: “La situazione è sotto controllo”. Ma dall’entourage sanitario replicano: “Il direttore vive fuori dalla realtà. E non commenta la gravità delle notizie riguardo le unità operative di Medicina e Chirurgia degli ospedali di Gorizia e Monfalcone che rischiano concretamente la chiusura per la grave carenza di personale.  Le parti sociali, rispetto alle disastrose condizioni cui versa l’Asugi del direttore Poggiana, tirano per la giacchetta i sindaci: «Quelli di Gorizia, Monfalcone e degli altri comuni del goriziano, accettano davvero senza reagire che i propri concittadini vengano privati di cure, reparti e dignità?». Fonti di palazzo assicurano che sarebbero già partite le richieste di dimissioni del direttore Poggiana. Inoltre resta un mistero il ruolo di Possamai, il direttore amministrativo (in quiescenza) cui il DG Poggiana gli ha rinnovato l’incarico. Che atti ha firmato? vista la sua posizione di pensionato e dirigente i documenti potrebbero essere annullati. Ma il caso Asugi sta assumendo un connotato politico di livello regionale. Della vicenda pare si stia interessando Anna Cisint, da poco nominata nuova responsabile per la sanità Fvg della Lega. Intanto il clima all’interno della sanità Giuliano-Isontina si fa sempre più rovente e UilFpl e Nursind rendono noto: «UilFpl e NursindFvg proclamano lo stato di agitazione del personale dell’azienda sanitaria giuliano isontina (Asugi) a fronte di una situazione ormai esplosiva che mette a rischio la tenuta del sistema sanitario pubblico nel territorio, la salute dei cittadini e la dignità dei lavoratori». Stefano Bressan (Segretario Generale UilFpl) e Luca Petruz (S.Gen. del Nursind) insistono sul tema più urgente, ma mai affrontato con decisione dal DG Poggiana, riguardo la «carenza di personale in tutti i profili – infermieri, OSS, tecnici, amministrativi – che ha superato ogni soglia di tolleranza. In numerose strutture si lavora al limite o sotto i contingenti minimi, con turni scoperti, straordinari forzati e un clima lavorativo esasperato. Il personale è stremato, vicino all’esaurimento fisico, eppure continua a garantire – con grande responsabilità – assistenza e presenza. L’Azienda ha disatteso ogni promessa: da mesi si attende l’attivazione delle sostituzioni per maternità e malattie lunghe, ma non è stato fatto nulla. La Direzione Generale non risponde, neppure sulle richieste ripetute da quasi due anni per l’ampliamento dei trasporti interni pomeridiani. Un servizio essenziale che – se attivato – permetterebbe agli OSS di tornare a fare assistenza vera, invece di essere impiegati come barellieri o trasportatori, sottraendoli alle corsie dove sono indispensabili. Ma oggi la misura è colma. Le Unità Operative di Medicina e Chirurgia degli ospedali di Gorizia e Monfalcone rischiano concretamente la chiusura. Non per mancanza di pazienti o tecnologie, ma per scelte aziendali irresponsabili, che non garantiscono più nemmeno il personale minimo per farle funzionare. A tutto questo si aggiunge una delle pagine più oscure della sanità regionale: l’accordo della vergogna sull’unificazione dei fondi aziendali, firmato da CGIL, CISL e FIALS, che ha derubato ogni lavoratore dell’area isontina di oltre 800 euro a testa, sancendo una divisione vergognosa tra chi ha diritto alla piena retribuzione e chi invece viene sacrificato in nome di equilibri politici. Esistono forse cittadini di Serie A e cittadini di Serie B? La vita e il lavoro valgono meno se vivi o operi nell’Isontino? La sensazione è quella di una cancellazione silenziosa della sanità pubblica a Gorizia e Monfalcone. Ma il silenzio non è solo aziendale. E i sindaci? I sindaci di Gorizia, Monfalcone e degli altri Comuni della provincia accettano davvero senza reagire che i propri concittadini vengano privati di cure, reparti, dignità? Dove sono le loro voci? Dov’è la loro opposizione? Tacere oggi significa essere complici di questo disastro. UIL FPL e NURSIND non accetteranno questo destino in silenzio. “Chiediamo interventi immediati: 

Assunzioni urgenti nei profili carenti

Sostituzioni garantite per malattie e maternità

Trasporti interni potenziati per liberare gli OSS e restituirli all’assistenza

Difesa vera e non simbolica degli ospedali di Gorizia e Monfalcone. “Noi non ci fermeremo ricordano Stefano Bressan, Segretario Generale della UilFpl e Luca Petruz Segretario di Nursind. “Non accetteremo che il peso della disorganizzazione cada sempre sulle spalle dei soliti. E non accetteremo che un’intera comunità venga cancellata dalla cartina della sanità pubblica”.

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