28 Novembre 2022 - 3:33 pm


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ArrostoFerragosto Exxx…Polzive!!! Lesa maestà all’ex ducetto di Codroipo. Si era rivolto in Procura per l’epigrafe che lo invitava a “mettersi al lavoro”. Il giudice archivia.

Cosa c’era scritto di tanto compromettente sull’epigrafe “politica” contro l’ex sindaco di Codroipo da costringerlo a denunciare in Procura gli autori della bischerata? L’episodio risale al luglio 2020. Ecco il testo: “Dopo lunga e penosa militanza immobilista in Forza Trieste (??? Ndr), il giorno 24 luglio 2020 E’ tornato al Partito del Padre Fabio Marchetti. Sindaco di Codroipo. Ne danno l’annuncio i Fratelli d’Italia e i parenti tutti, augurandosi finalmente che si metta al lavoro”. 

La vanagloria aveva preso il sopravvento sull’ex leader del centrodestra del Medio Friuli che, ferito nel baffetto, aveva sporto denuncia contro “ignoti” per le locandine che lo coglionavano. Il passaggio da Forza Italia a Fratelli d’Italia non doveva alimentare polemiche. e invece sono spuntate le epigrafi che auguravano al neo Benito-Remix di mettersi a lavorare. Chi è stato l’autore? La visione delle telecamere di sorveglianza di piazza Garibaldi aveva portato all’individuazione del consigliere Anthony Santelia come l’autore materiale dell’esposizione della locandina nella bacheca della piazza. In realtà i protagonisti erano due. L’ideatore dell’epigrafe è stato l’ex assessore Ganzit che nelle fasi di affissione è rimasto sempre in auto per decisione del consigliere comunale che si era sacrificato per non creargli casini giuntali. In ogni caso, dopo due anni dalla denuncia in Procura, il giudice ha confermato la decisione del PM e cioè: archiviazione. Al povero consigliere comunale Anthony Santelia, pur avendo confessato le proprie responsabilità, i Carabinieri avevano sequestrato tutto, anche il PC e vari strumenti di lavoro. Si erano presentati in casa sua alle 6 del mattino. L’altro giorno gli hanno restituito tutto. E infatti Santelia osserva: “Dopo 2 anni, un giudice ha deciso che l’ex sindaco non è in pericolo di vita. O almeno non a causa mia. Credo sia stata l’avventura più divertente del mandato. Anche se il rischio di un risarcimento c’era eccome… Non lo rifarei anche perché non è servito a nulla, infatti non ha cambiato modus operandi. (Ne ho pagato anche le conseguenze dovendo ricomprare PC, telefono e il disagio di cambiare numero… Più l’umiliazione della perquisizione, quando avevo subito consegnato l’ultimo manifesto che mi era rimasto ammettendo di fatto la colpevolezza). (…). Buona fortuna a tutti per l’autunno. Un abbraccio”.

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